È durata due ore l'udienza pubblica di ieri davanti al Tar ( Seconda sezione) sul caso di San Siro. Nella discussione sono stati riuniti diversi ricorsi, contro Comune e squadre, di associazioni e milanesi contrari alla cessione e alla demolizione dello stadio sull'intera vicenda. Dalle delibere che ne hanno segnato l'iter al contratto di vendita. Davanti a un'aula piena si è discusso della applicabilità della Legge stadi e dell'impatto ambientale dell'intervento urbanistico. Da un lato gli avvocati dei ricorrenti, dall'altro le difese: l'Avvocatura comunale e i legali di Inter e Milan. In particolare i risorsi erano tre, quello dei cittadini rappresentati dall'avvocato Veronica Dini (qui è confluito anche quello di Identità juventina), quello dei comitati del quartiere San Siro e quello del consigliere Enrico Fedrighini. La Corte deciderà in 60 giorni.
"Ho assistito - dichiara Fedrighini - all'udienza presso il Tar Lombardia. Nelle stesse ore in cui il Tar esaminava i ricorsi, veniva avviata la demolizione di una struttura di servizio del Meazza, la Biglietteria Sud (nella foto): ovviamente senza affissione di procedure autorizzative, senza indicazione di appalto, di impresa operante. L'ennesimo segnale di sudditanza obbediente da parte dell'amministrazione comunale. Nel segno dell'impunità". Sulle discussioni in aula: "È emersa una singolare propensione a buttarla in politica in materia di vendita del Meazza non da parte dei ricorrenti", bensì "da parte delle difese, anche del Comune, accomunate nel vedere questo ricorso alla giustizia amministrativa motivato da ragioni di natura politica. Mentre invece ciò che ha mosso i ricorrenti sono le modalità di vendita repentina, senza bando, di un bene appartenente alla città". Così l'avvocato Dini: "Si è cercato di sostenere che i cittadini, e anche il Tar, non siano legittimati a esprimersi sulla questione.
Ma abbiamo insistito sul fatto che invece un intervento su un'area tanto estesa (non solo sul Meazza, ndr) riguarda di certo la cittadinanza. E sul fatto che non è pensabile che la Legge stadi possa essere applicata in deroga a qualunque altra norma".