Si chiude con un accordo stragiudiziale la vicenda civile legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo. L’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l’ospedale Monaldi di Napoli, ha raggiunto un accordo con la famiglia del bambino sul risarcimento, evitando così l’avvio del processo civile. A darne notizia è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino. “Siamo pienamente soddisfatti e lo è anche mamma Patrizia”, ha dichiarato il legale. “Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale”.
L’accordo sarà formalizzato a settembre
L’intesa raggiunta sarà formalizzata nel mese di settembre. Sull’importo del risarcimento, tuttavia, sia l’Azienda Ospedaliera dei Colli sia la famiglia hanno sottoscritto un verbale di riservatezza che impedisce di rendere nota l’esatta cifra concordata. In ogni caso, secondo le tabelle di riferimento del Tribunale di Milano, il valore del risarcimento dovrebbe attestarsi a poco meno di un milione e mezzo di euro. Inizialmente la famiglia, attraverso il proprio legale, aveva avanzato una richiesta di 3 milioni di euro. Ad avere diritto al risarcimento sono complessivamente sei persone: i genitori del piccolo Domenico, i suoi fratellini e i due nonni.
La trattativa a porte chiuse al Monaldi
La definizione dell’accordo è arrivata al termine di un incontro convocato presso l’ospedale Monaldi di Napoli dal direttore degli Affari Legali dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, l’avvocato Raffaele Cuccurullo. La riunione, svoltasi a porte chiuse e con la partecipazione di un numero ristretto di professionisti, era stata organizzata per esaminare la richiesta di risarcimento presentata il 6 marzo scorso dall’avvocato Francesco Petruzzi per conto della famiglia Caliendo-Mercolino e valutare la proposta di definizione bonaria avanzata dall’Azienda Ospedaliera dei Colli. L’accordo raggiunto consente così di chiudere il capitolo civile della vicenda, evitando ai familiari un ulteriore e lungo contenzioso giudiziario.
Resta aperta l’inchiesta penale
L’accordo economico non incide sull’inchiesta della Procura, che prosegue per accertare eventuali responsabilità nella morte del bambino. Lo stesso avvocato Petruzzi ha sottolineato che, definita la questione risarcitoria, la famiglia potrà ora concentrare tutte le proprie energie sul fronte penale, con l’obiettivo di fare piena luce su quanto accaduto. Negli ultimi mesi l’indagine della Procura di Napoli è proseguita con nuovi accertamenti tecnici e acquisizioni di materiale investigativo. Sette medici risultano indagati per omicidio colposo in concorso e, per due cardiochirurghi, il giudice ha disposto anche misure interdittive nell’ambito dell’inchiesta relativa alla compilazione della cartella clinica.
La vicenda del piccolo Domenico
Domenico Caliendo, di Nola, era affetto da una grave cardiomiopatia dilatativa e attendeva da tempo un trapianto di cuore. Il 23 dicembre 2025 il bambino era stato sottoposto all’intervento all’ospedale Monaldi di Napoli dopo l’arrivo di un organo compatibile proveniente da Bolzano. Secondo quanto emerso dalle indagini, durante il trasporto sarebbero sorti gravi problemi nella conservazione del cuore destinato al piccolo. L’organo sarebbe arrivato danneggiato e non avrebbe mai ripreso a funzionare dopo il trapianto. Domenico è rimasto ricoverato per quasi due mesi, sostenuto da dispositivi di supporto cardiocircolatorio, fino alla morte, avvenuta il 21 febbraio 2026. La tragedia ha dato origine a una complessa inchiesta giudiziaria, tuttora in corso, chiamata a chiarire ogni fase del prelievo, del trasporto e dell’intervento chirurgico, oltre ad accertare eventuali responsabilità nella gestione del caso. L’accordo raggiunto tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli e la famiglia riguarda esclusivamente il risarcimento civile e non modifica il percorso dell’inchiesta penale, che prosegue davanti alla magistratura.
