Accuse pesantissime per il 15enne detenuto da 70 giorni in carcere a Malta. Flavio Santoiemma, arrestato a poche ore da un falso allarme bomba giunto alla scuola secondaria di Mosta, dovrà rispondere anche, e soprattutto, di associazione a delinquere e materiale pedopornografico, minacce e intimidazioni. A fare il punto sulla delicata situazione il ministro dell’interno maltese, Glenn Bedingfield. «Non si tratta (solo) di un caso di scherzo telefonico o di un singolo episodio isolato. Oltre all’associazione a delinquere, è accusato di partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazioni. Una vicenda che stiamo gestendo in collaborazione con l’Europol. Adesso saranno i tribunali a pronunciarsi sulla base delle prove presentate».
Sull’isolamento disposto dal giudice nell’udienza di luglio, la direzione del carcere risponde che si tratta di una «misura di sicurezza anche nei confronti degli altri detenuti». «Si sta operando - sottolinea il ministro maltese - nel pieno rispetto delle norme e dei diritti umani in conformità con le leggi maltesi e gli obblighi internazionali». Il ragazzo adesso trascorre la mattina in una stanza comune e due ore al giorno in una sala giochi attrezzata. «È garantita la continuità della sua istruzione - aggiunge Bedingfield - istituendo un contatto diretto con la sua scuola e facendogli sostenere gli esami presso il riformatorio». Nessun chiarimento, però, sulla detenzione preventiva, dopo l’arresto del 25 maggio, di quattro giorni nel carcere per detenuti adulti di Corradino. Tantomeno sull’impossibilità di mangiare seduto e con le posate. O solamente guardare negli occhi gli altri detenuti, come denunciano i genitori, Antonio Santoiemma e Daniela Lorusso. Intanto ieri c’è stata la seconda visita in cella per l’ambasciatrice italiana a Malta, Valentina Setta. Alla Farnesina avrebbe riferito che «il minore si trova in buone condizioni di salute e separato dagli altri detenuti ma non in regime di isolamento. Su istruzione del ministro Antonio Tajani - prosegue la Farnesina in una nota - la Setta ha sollevato in più occasioni il caso con le autorità locali, anche incontrando il direttore dell’istituto penitenziario per minori». Piena assistenza da parte della sede diplomatica italiana a Malta e della Farnesina alla famiglia.
