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Salute

Ipertensione, individuata una causa “nascosta”. Attenzione ai picchi ormonali notturni

Un dispositivo indossabile che monitora i cambiamenti ormonali durante il giorno e la notte può essere molto utile per chi soffre di pressione alta

Ipertensione

Gli scienziati delle Università di Bristol, di Manchester e di Bergen hanno scoperto che i soggetti affetti da aldosteronismo primario possono sperimentare picchi di produzione ormonale sia durante il giorno, sia durante la notte.

L’aldosteronismo primario è un disturbo ormonale che può colpire fino a una persona su cinque con ipertensione. La condizione è associata ad un aumento del rischio di malattie cardiache, ictus, diabete e altri gravi problemi di salute.

I picchi individuati sono particolarmente importanti poiché gli esami del sangue di routine non vengono mai eseguiti durante il sonno. Lo studio, condotto in collaborazione anche con i colleghi di Atene e di Stoccolma, è stato pubblicato su “Science Translational Medicine”.

Quando si parla di ipertensione

Con il termine pressione arteriosa si indica la forza esercitata dal sangue contro le pareti dei vasi sanguigni come conseguenza dell’azione di pompa svolta dal cuore.

Misurata in millimetri di mercurio (mmHg) la distinguiamo in sistolica o massima e diastolica o minima.

In un individuo a riposo, normalmente, i valori della pressione sistolica sono compresi fra 90 e 129 mmHg. Invece i valori della pressione diastolica sono compresi fra 60 e 84 mmHg.

Si parla di ipertensione quando i valori sistolici sono costantemente superiori a 140 mmHg e quelli diastolici superano i 90 mmHg.

Il dispositivo che tiene traccia degli ormoni

Per individuare le alterazioni il team ha utilizzato un dispositivo indossabile portatile messo a punto dall’Università di Bristol. Esso permetteva di monitorare da casa i livelli ormonali dei pazienti.

Il monitoraggio continuo è stato un grande vantaggio. Infatti era in grado di rilevare delle anomalie che i test convenzionali avrebbero potuto trascurare.

Il co-autore dello studio, il dottor Thomas Upton ha dichiarato: «Nella nostra ricerca i partecipanti venivano seguiti a domicilio e ciò ci ha permesso di vedere come gli ormoni cambiavano in contesti realistici».

Lo studio

L’analisi proof-of-concept ha seguito 60 soggetti a Bristol, Bergen, Stoccolma e Atene per un periodo di 24 ore. I livelli ormonali sono stati misurati ogni 20 minuti utilizzando un dispositivo indossabile leggero che si attacca in vita.

Gli scienziati hanno impiegato l’analisi computazionale per studiare i cambiamenti nell’aldosterone, un ormone che partecipa al controllo idrico e salinico. Hanno altresì monitorato due ormoni correlati: 18-idrossicortisolo e 18-ossocortisolo.

Anche in alcuni casi più gravi, i livelli ormonali a volte scendevano sotto le soglie minime tipicamente usate per diagnosticare l’aldosteronismo primario. Quest’ultimo, invece di rimanere costantemente elevato, ha avuto ripetuti picchi notturni.

Le alterazioni ormonali provenivano dalle ghiandole surrenali ed erano particolarmente evidenti nei pazienti il cui aldosteronismo primario era causato da un problema che colpiva solo una ghiandola surrenale anziché entrambe.

Prospettive future

Secondo un altro co-autore dell’indagine, il professor Stafford Lightman, i risultati dello studio suggeriscono la necessità di un cambiamento nella clinica e nella diagnosi dell’aldosteronismo e dell’ipertensione arteriosa.

Nello specifico il monitoraggio nel tempo dei ritmi ormonali (in particolare i modelli notturni) potrebbe affiancare e successivamente sostituire gli attuali esami del sangue di stampo temporale.

Sono necessari ulteriori approfondimenti. Poiché il disturbo può essere curato e, in alcuni casi, potenzialmente guarito, individuarlo prima aiuterebbe a ridurre il rischio di complicazioni cardiovascolari.

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