Bollicine e acquerelli, con il Prosecco Superiore nel bicchiere e pennelli e colori a disposizione degli ospiti. Bisol1542 ha scelto il Bvlgari Hotel Milano per raccontare le sue nuove Cuvée Eroiche con un workshop che ha preso alla lettera uno degli elementi della loro veste grafica. Un esercizio artistico che serve a raccontare in modo inconsueto un progetto enologico e commerciale: portare nella ristorazione due vini capaci di rappresentare Valdobbiadene nel suo insieme e pensati espressamente per il servizio al calice.
Presentate in anteprima a Vinitaly 2026, le Cuvée Eroiche sono due Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Bisol Brut e Bisol Extra Dry, riservati al canale Horeca. L’idea parte da una distinzione rispetto ai vini che già compongono la collezione della casa. Se i cru di Bisol cercano l’espressione verticale di un singolo vigneto, di un terreno e di un’annata, le nuove etichette adottano una lettura «orizzontale»: assemblano vini di diverse annate e uve provenienti da differenti terreni dell’areale della Docg, con l’obiettivo di restituire un profilo complessivo del territorio.
La base ampelografica è per entrambi 85 per cento di Glera e il resto suddiviso tra Pinot e Chardonnay. Nell’assemblaggio viene inoltre impiegata una parte di mosto prima della seconda fermentazione, per accentuare freschezza, fragranza e componente aromatica. Il Brut, 11,5 gradi e 11 grammi litro di residuo zuccherino, ha un’impronta più secca e verticale, tra fiori, pera, mela, agrumi e note balsamiche. L’Extra Dry mantiene la stessa gradazione alcolica e arriva a 15 grammi litro di zuccheri: più morbido e fruttato, gioca soprattutto su pesca bianca, albicocca e scorza di mandarino.
Il nome rimanda alle pendenze delle colline di Valdobbiadene, dove gran parte del lavoro in vigna viene ancora effettuato manualmente. E proprio le colline sono protagoniste dell’etichetta del Brut, dipinte ad acquerello da mimicocodesign, duo di artisti e designer che collabora da anni con Bisol. Per l’Extra Dry il disegno diventa invece floreale, richiamandone il carattere più aromatico. Da qui anche il titolo “Bollicine & Acquerello” scelto per l’appuntamento milanese.
Le due Cuvée Eroiche si inseriscono in una gamma che Bisol ha costruito sulla diversità dei terreni di Valdobbiadene e che è esaltata da scelte visionarie come la raccolta in dalla raccolta in bins, che preserva l’integrità delle uve, e l’utilizzo della pressa Coquard, che consente un’estrazione del mosto di altissima precisione. Parallelamente, si è rafforzato l’impegno verso la sostenibilità, culminato nell’ottenimento della certificazione Equalitas.
I sei cru millesimati sono Relio Rive di Guia Extra Brut, proveniente da mezzo ettaro di vecchie vigne su suolo marnoso-arenario; Rive di Campea Extra Brut, dagli otto ettari del maggiore vigneto di proprietà; Crede Brut; I Gondolieri Brut, nato dal rapporto con l’Associazione Gondolieri di Venezia; Molera Extra Dry, espressione dei suoli morenici; e Cartizze Dry, dalla zona più celebre della denominazione. Sei vini, sei interpretazioni differenti dello stesso territorio.
Bisol è un marchio storico di Valdobbiadene, con cinque secoli di presenza sul territorio e in particolare sulla collina di Cartizze, fino alle ultime generazioni incarnate da Gianluca, figlio di Antonio e nipote di Desiderio detto Jejo, a cui molto si deve per la crescita aziendale, e del figlio Matteo, che cura anche il progetto Venissa sull’isola di Mazzorbo, nella Venezia Nativa. Bisol fa oggi parte della holding Lunelli, proprietaria tra l’altro di Ferrari Trento, ma la famiglia Bisol è ancora oggi coinvolta nello sviluppo dell’azienda.