Oms, la transessualità non è (più) una malattia mentale

L’Organizzazione mondiale della sanità: "Classificarla come tale può causare un’enorme stigmatizzazione per le persone transgender"

Oms, la transessualità non è (più) una malattia mentale

La transessualità, o incongruenza di genere, è stata spostata dalla categoria dei disturbi mentali dell'International Classification of Diseases dell'Organizzazione mondiale della Sanità a quella delle condizioni di salute sessuale.

L’Oms, infatti, scrive: "Le prove sono ora chiare sul fatto che non si tratta di un disturbo mentale e la sua classificazione come tale può causare uno stigma enorme per le persone transgender". L'ultima stesura della Classificazione internazionale delle malattie si arricchisce di nuovi capitoli, come per l’esempio l’ingresso della dipendenza da videogiochi nel novero della patologie mentali.

Ma c’è una novità molto attesa e che segna ufficialmente un passaggio concettuale importante per le persone interessate: è la voce che riunisce le condizioni relative alla salute sessuale, che nella versione precedente di questa enciclopedia mondiale delle patologie erano classificate in altri modi.

A traslocare in questo nuovo capitolo è anche la transessualità che prima era elencata fra i disturbi mentali e adesso non sarà più considerata tale. Quindi, nella nuova classificazione che sarà effettiva dal gennaio 2022, l'incongruenza di genere viene definita una condizione "caratterizzata da una marcata e persistente incongruenza fra l'esperienza individuale di genere e il sesso attribuito".