"Non credete a tutto quello che vedete in tv"

Nel suo libro, Ramona Dell'Abate, la nota conduttrice televisiva degli anni Ottanta, fa un bilancio della sua vita e dei suoi compagni d'avventura

"Non credete a tutto quello che vedete in tv": parola di Ramona Dell'Abate

Una vita che corre su un treno regionale immaginario e in ogni scompartimento, a ogni cambio di binario, a ogni stazione avviene un incontro con il passato, ma anche con il presente di Ramona Dell'Abate, conduttrice televisiva, volto noto degli anni Ottanta, che l’americano Steve Carlin definì "La fidanzata degli Italiani". Oggi a 66 anni compiuti da qualche giorno, Ramona ha voglia di aprirsi al mondo. E lo fa anche attraverso un libro da poco dato alle stampe: Cuci il Becco (Giraldi Editore). Una biografia tra il serio e il faceto, in cui ogni suo ricordo o pensiero, attraverso il fil rouge del treno, diventa l'occasione per specchiarsi, per riflettere sulle opportunità lavorative, sui compagni di avventura, sulle occasioni avute e quelle mancate. Dal suo arrivo dal paese di Feletto Canavese, in provincia di Torino, a Roma, la città piena di opportunità per una bella ragazza, all'incontro con Marco Predolin in Fininvest, Wanda Osiris, Ugo Tognazzi e molti altri.

Un libro che è anche l'occasione per fare un bilancio della sua vita?

“Assolutamente sì, utile per un bilancio. Ho segnato la mia età su un metro di quelli da sarta, seguendo il consiglio di un medico. Ho guardato la distanza fra la mia età e quella della presunta fine e mi son detta che se tutto va bene e non dovesse esserci nessun intoppo fatale, diciamo che posso pensare di vivere fino a ottantacinque anni. Quindi voglio spendere al meglio questo terzo tempo. La mia carriera l'ho fatta, le mie soddisfazioni me le sono prese. Se mi offrissero di fare una cosa piccola, ma scritta e fatta da me, forse accetterei, perché ai miei tempi erano gli autori a scrivere tutto, ma al momento nessuna proposta e allora scrivo o sto in relax.

Una delle conduzioni che l'ha resa più nota è M'ama non M'ama con Marco Predolin, entrambi "belli come il sole", sulla nascente allora Rete4. Un aneddoto su questo inizio?

“Quell'anno, era il 1985, abbiamo preso anche il Telegatto, anche se l'inizio non è stato proprio straordinario. Lui aveva già fatto il programma con Sabina Ciuffini e quindi quando lei litigò con Paolo Limiti, lui decise di sostituirla. Poteva farlo perché Rete4 da Mondadori passò a Fininvest, dove io ero già un personaggio e per questo mi proposero un provino. L'ideatore era l’americano Steve Carlin ed era lui a fare il provino. Parlavo poco inglese e quindi non capivo cosa mi stesse dicendo, agitando una bacchetta. Pensavo mi avrebbe mandata via, in realtà stava buttando fuori con violenza il suo urlo liberatorio, dicendo che aveva trovato la fidanzata degli italiani”.

Cosa rappresenta per lei Predolin?

“Un amico, anche se ultimamente ci vediamo meno. Al tempo in cui abbiamo lavorato insieme, lui era un uomo bellissimo, divertente, ma soprattutto rispettoso, e mi colpì immediatamente la sua professionalità. La nostra coppia piaceva al pubblico ed era facile pensare che avessimo una relazione amorosa, ma non ci fu alcun flirt perché ero fidanzatissima con Gerry Bocci, e Marco, pur essendo single, non mi ha mai guardata come donna da corteggiare, ma come una sorella da rispettare”.

Tra i numerosi ricordi che affiorano tra le pagine del suo volume, ce n'è uno legato al suo primo giorno di lavoro? Ce lo racconta?

“Il coreografo Paolo Gozlino mi aveva assegnato dei passi da eseguire e, non essendo una ballerina, mi sentivo spaesata ed ero imbarazzata anche perché costretta ad indossare una tuta color carne che metteva completamente “a nudo” il mio corpo, visto che le parti intime erano nascoste solo da “puntini” cuciti ad arte. Me ne stavo seduta sullo sgabello in attesa delle prove quando sentii una voce che mi chiamava bambina e mi chiedeva se avessi mai fatto la passerella. Era la mitica Wanda Osiris e chiamava tutti bambini perché non si ricordava i nomi delle persone (ride, ndr). Ci disse che ci avrebbe insegnato lei a muoverci con disinvoltura. Wanda allora era già molto anziana e pure sorda, comunicare con lei non era facilissimo, ma quando voleva si apriva molto e raccontava la sua vita. Come quando mi confidò che pur essendo stata corteggiata dagli uomini più importanti del pianeta, nonostante la coprissero di regali costosissimi e diamanti grandi come noccioline, non aveva avuto tante relazioni perché fondamentalmente le piaceva essere fedele.

In questi giorni è stato l'anniversario della morte di Enzo Tortora e di lui ne parla in un capitolo. Cosa successe allora?

“I giornalisti estrapolarono una mia frase e la usarono a loro piacimento. Mi chiesero “Se Enzo Tortora fosse veramente colpevole, lei cosa direbbe?” risposi: “Se fosse veramente colpevole, gli darei il premio Oscar per l’interpretazione, perché nessuno l’avrebbe mai creduto capace di un simile fatto!”. Quando pubblicarono le risposte, accanto al mio nome c'era questa interpretazione: “Enzo Tortora dovrebbe avere l’Oscar per la recitazione, perché è stato veramente bravo a nascondere a tutti così bene questa vicenda”. Non era assolutamente ciò che avevo dichiarato. Mi sentii tradita dal giornalista che in malafede aveva cambiando il senso di ciò che avevo detto, ma soprattutto ero dispiaciuta per il dolore che avevano provocato le mie parole su una persona già così ferita. Scrissi una lettera di scuse e Tortora dal carcere mi rispose, dicendomi che mi credeva e che aveva trovato gente migliore in quel luogo che tra i giornalisti. Nel libro è inserita la copia di quella epistola scritta a mano da Tortora”.

Se non avesse il becco cucito, c'è un messaggio che vorrebbe lanciare ora e a chi?

“Ho dovuto tenere sempre chiusa la bocca, ci sono tante cose che so e non posso dire. Posso solo dare un consiglio: Non credete a tutto quello che vedete in tv e ricordatevi che più i personaggi famosi sono carini e gentili e più - non tutti ovviamente - nascondono un'anima perfida”.

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