Dal campo al pranzo Ibra è sempre rosso. E CR7 agita la Juve

Dopo l'espulsione ecco il ristorante vietato: era il testimonial anti-Covid...

Dal campo al pranzo Ibra è sempre rosso. E CR7 agita la Juve

Quando sei un campione di primissimo piano, qualunque cosa tu faccia viene passata al setaccio. Va bene, può essere eccessivo ma capita quando inventi gol in rovesciata, vinci le partite da solo, trascini la tua squadra. È il bello di essere un numero uno. Ma costringe anche a pagare uno scotto: quando combini un pasticcio, finisci nel mirino. Inevitabile. E probabilmente anche corretto, al di là delle balle moraliste del ruolo educativo che certi personaggi possano o meno rivestire. Fatto sta che se ti chiami Zlatan o Cristiano, ma anche Romelu, sei sempre sotto attenzione. Specie se qualcosa va storto. E così a questo giro, pochi applausi: a finire nel mirino sono il milanista Ibrahimovic e lo juventino Ronaldo.

Zlatan sabato è stato espulso per insulti, presunti, all'arbitro Maresca e solo oggi si saprà se il giudice sportivo userà la mano pesante verso di lui oppure passerà la linea del fraintendimento. Ma intanto per lo svedese c'è un'altra grana. Il sito fanpage.it lo ha pizzicato domenica a pranzo in un ristorante di Milano, peraltro senza mascherina. Il tutto in piena violazione delle norme anti covid. Milano domenica infatti era ancora in zona rossa e nessun pranzo sarebbe stato consentito. Il proprietario del locale stellato ha confermato la presenza di Ibra insieme ad altri, tra cui l'ex giocatore rossonero Ignazio Abate. Secondo la difesa dello svedese, si è trattato di un incontro di lavoro durato poco più di un'ora in cui è stato consumato solo un bicchiere di vino e nulla più ma il sospetto forte è che il ristorante sia stato aperto solamente in virtù della presenza del celebre avventore e in barba alle normative. Tanto che il legale del Milan Leandro Cantamessa ha detto: «È una cosa che non avrebbe dovuto fare». Particolari non da poco: il ristoratore è stato tra i sostenitori della campagna io apro ma soprattutto Ibrahimovic è stato testimonial della Regione Lombardia per limitare la diffusione del virus, dopo che lui stesso è stato contagiato, invitando tutti a utilizzare i dispositivi di protezione e a mantenere la distanza cosa che, né lui né i suoi commensali hanno fatto. Uno scivolone, non il primo, che divide i tifosi tra chi crede alla tesi dello svedese e lo perdona e chi invece lo accusa di seguire soltanto le regole che gli piacciono, in pieno stile al personaggio che si è costruito. Il tutto mentre si sta discutendo il suo rinnovo di contratto a 7 milioni di euro netti a stagione.

Guai e polemiche anche per Cristiano Ronaldo, anche se qui il Covid non c'entra nulla, sebbene anche lui abbia violato più volte la zona rossa documentando tutto sui social. Si rimane in campo e fa discutere il gesto di lanciare la maglia al termine della gara contro il Genoa. Regalo per un giovane raccattapalle o stizza per non aver segnato in spregio ai colori sociali e ai tifosi? Anche qui, la curva bianconera è divisa sull'egocentriscmo anteposto alla squadra. E Lukaku? Lui segna, vince, e si avvia verso lo scudetto. Tra i due finiti nelle polemiche, il terzo, se la gode alla grande.

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