L'Inter Young ribaltata dalla vecchia Lazio

Nerazzurri spenti in gol con Ashley. Immobile e Savic giocano a memoria: che rimonta

L'Inter Young ribaltata dalla vecchia Lazio

Vince la Lazio (2-1) ed è giusto così. Più dell'Inter cerca e trova la vittoria: va sotto poco prima dell'intervallo, si rialza in avvio di ripresa, sorpassa subito i nerazzurri e resta in scia alla Juventus. Partita a scacchi giocata con i piedi. Squadre a specchio, timorose di farsi male e perciò attente soprattutto a non prenderle. Impossibile passare centralmente, la sfida si vince sulle fasce. Young per 44 minuti non esiste, poi raccoglie un pallone al vertice sinistro della sua area e lo trascina in campo avverso, servendo Candreva sul corridoio opposto: botta violenta anziché il prevedibile traversone, Strakosha (sorpreso) respinge frontalmente (e goffamente) a pugni chiusi, lo stesso Young è più reattivo di Marusic e sul rimbalzo insacca col destro.

Prima, soprattutto Lazio (9' traversa di Milinkovic da 20 metri), ma Inter mai davvero in difficoltà, per il ritmo troppo basso e la grande densità in mezzo al campo. Dopo, ovvero nel secondo tempo, l'errore di Skriniar che toglie il pallone a Padelli e costringe De Vrij alla spinta da rigore su immobile, trasformazione esemplare (5' st) ed espulsione risparmiata a De Vrij (fischiatissimo ex).

Si ricomincia da capo, ma adesso la Lazio è meno attendista e più pratica, il ritmo più alto. Così, per naturale conseguenza, si ampliano anche gli spazi per i contropiede dell'Inter e la partita a scacchi diventa un incontro di pugilato, un colpo per uno.

Lukaku e Immobile, Young e Milinkovic: non succede nulla. Correa e Lazzari in campo, sono la doppia mossa di Inzaghi prima di metà tempo. È il prologo al gol del sorpasso, anche se i nuovi entrati non c'entrano. Sventola di Marusic, miracolo di Brozovic, controllo e tiro delizioso di Milinkovic, Padelli spettatore, Inzaghi in paradiso.

È evidente che Conte non si fida di Eriksen, considerato che lo manda in campo più tardi di sempre (32' st). Il danese rileva Brozovic e si piazza alle spalle di Lukaku e Martinez: 2' e subito la botta che genera il gol di Martinez, cancellato per fuorigioco. Padelli nega a immobile il 3-1 (40' st) e tiene vivi la speranza e l'assalto nerazzurro fino al 95'. Poi però arrivano il fischio finale, la seconda sconfitta in 4 giorni, nonché seconda sconfitta del campionato.

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