Ministro, Lega, giocatori tutti contro tutti, adesso la A si fermerà

Si va verso lo stop del campionato fino al 3 aprile Domani Consiglio Figc. Euro 2020 vicino a slittare

Una giornata di ordinaria follia del calcio italiano. Le ultime 24 ore nel mondo del pallone sono state, letteralmente, deliranti. Mettiamo un po' d'ordine. Nonostante nella notte il premier Conte avesse confermato le manifestazioni sportive a porte chiuse come da decreto emanato alle ore 10, ieri mattina il ministro Spadafora insieme al presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, è andato in pressing sul numero uno della FIGC Gravina, per bloccare i campionati fino al 3 aprile. Gravina ha dato l'ok e inoltrato alla Lega di Serie A la questione, il tutto in concomitanza con il calcio di inizio di Parma-Spal previsto per le 12.30. Gara bloccata e mezz'ora di fuoco al telefono, con la Lega che prende la decisione di giocare in ossequio al decreto emanato da Conte: Parma-Spal slitta alle 13.45.

Da via Rosellini puntualizzano le motivazioni con una nota piccata all'indirizzo del duo Spadafora-Tommasi: «Indicazioni ondivaghe e contrastanti da parte del Governo, ma le abbiamo sempre rispettate. Inaccettabile la richiesta dell'AIC, metteva a rischio un sistema già fortemente penalizzato dall'emergenza. Ci siamo attenuti al DPCM».

Come se non bastasse a ridosso dell'inizio di Milan-Genoa e Samp-Verona (ore 15) l'AIC emana un comunicato in cui proclama lo sciopero e lo stato d'agitazione per l'8-9 marzo. Una mossa anacronistica, tanto che i collaboratori di Tommasi rettificano alle 15.10 derubricandolo come una bozza non ufficiale. Il carrozzone pallonaro riparte. Tempo 90 minuti, quelli delle sfide pomeridiane, e la polemica si riaccende. Intorno alle 18 Tommasi corregge il tiro e annuncia che «le squadre sono scese in campo per dovere, ma dal Consiglio Federale ci aspettiamo la sospensione dei tornei. È pericoloso viaggiare da/per le zone rosse, è pericoloso giocare/salutarsi. La situazione è grave e seria. Abbiamo già casi di positività al Coronavirus in club professionistici, un magazziniere di una squadra di Lega Pro è in terapia intensiva...». Sui social, però, solo Petagna (tra l'altro in gol ieri contro il Parma) e Balotelli («Non siamo schiavi, con la salute non si scherza») hanno sostenuto la mozione di Tommasi, mentre molti colleghi si erano detti favorevoli a giocare. Il perché è chiaro: in C i presidenti vogliono congelare gli stipendi in caso di stop e i guadagni non sono quelli dei campioni di A. Insomma, anche all'interno dell'AIC ci sono più fazioni. D'altronde nelle prossime settimane sarà tempo di elezioni (Calcagno vs Tardelli). Intanto le gare calendarizzate per oggi, Sassuolo-Brescia per la A e Chievo-Cosenza in B, si giocheranno, tuttavia potrebbero essere le ultime. Almeno per questo mese.

In serata nuove picconate di Spadafora: «Lega irresponsabile, dopo quello alla Reggiana (Favalli) stanno aspettando il primo caso di coronavirus in Serie A? Nessuno della Lega Calcio vuole assumersi la responsabilità di sospendere perché ci sono interessi economici. Gli abbracci tra i giocatori del Genoa sono stati un brutto esempio. Mi auguro che la A si fermi». Affondo a cui sono seguite le dure parole di Dal Pino: «Affermazioni sbagliate nel merito e nella sostanza. Il ministro ignora le norme e rifiuta la responsabilità del suo ruolo. Invece di fare demagogia sia coerente e se necessario emani un decreto assumendosi responsabilità che sta scaricando su altri». E Marotta, poco prima di Juve-Inter, «la Lega non poteva giuridicamente rinviare le partite...».

La palla passa ora proprio al Consiglio Federale Straordinario convocato per domani a Roma, in cui si siederanno al tavolo delle trattative tutte le parti. Si va verso una sospensiva di tutti i campionati fino al 3 aprile, con conseguente rinvio a data da destinarsi di 2 turni di A, che rischia la paralisi visto che a giugno ci sarà Euro 2020. Ecco perché - qualora il Consiglio Federale dovesse optare per lo stop ai campionati - la Lega è pronta a chiedere all'Uefa di far slittare l'Europeo al 2021 in modo da concludere il campionato nel mese di giugno. Basterà? «Tutti gli sport devono andare nella stessa direzione - così il presidente del Coni Malagò -. La Figc o conferma la decisione della Lega assumendosi la responsabilità o di fatto la commissaria».

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