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Elottrochoc Milan

Pioli scaricato anche dai tifosi ormai è al capolinea. La società in silenzio pensa alla scossa tra Italia e estero Il sogno Conte, la suggestione Klopp

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Milano - Non è stata solo una eliminazione inattesa e dolorosa, è stata - per dirla alla spagnola - una derrota infernal con conseguenze tecniche, emotive e commerciali non ancora sotto gli occhi di tutti. Perché sarebbe superficiale considerare la doppia sconfitta di Europa league con la Roma ridotta in dieci per 70 e passa minuti del ritorno all'Olimpico, una dura sconfitta. È stata invece una resa senza condizioni al miglior rivale, già due volte piegato in campionato, scandita dai pasticci di Pioli (tra schieramento iniziale e successive correzioni) al rendimento dei più attesi, da Leao a Tomori passando per Giroud tutti con le gomme sgonfie e privati di ogni energia. Così, a poche ore dal derby che può decretare lo scudetto matematico dell'Inter, il Milan è precipitato in uno stato di profonda depressione a tal punto da suggerire uno scenario catastrofico da qui alla prossima settimana. C'è un curioso dato che può raccontare l'involuzione seguita ai 7 successi consecutivi e precipitata addosso al Milan come un improvviso nubifragio: tra andata e ritorno i rossoneri hanno concluso 95 azioni d'attacco, collezionato 20 angoli ed effettuato 46 tiri realizzando la miseria di un solo gol, di Gabbia, a pochi rintocchi dal gong.

Il dato incredibile è che sono bastate due gare per provocare la fine del ciclo di Pioli durato 5 anni, la perdita delle migliori qualità del gruppo, l'oscuramento del talento di alcuni considerati il valore aggiunto. Il club non ha parlato, come sarebbe doveroso in queste occasioni, fedele all'impegno secondo cui servono riflessioni e decisioni, non parole e promette di farlo a bocce ferme dopo il derby e prima della Juve probabilmente. Anche Ibra è rimasto pubblicamente in silenzio mentre in privato ha continuato a farsi sentire e a farlo in modo positivo l'impressione ricavata da chi ha imparato a conoscerlo nella nuova veste dirigenziale e ad apprezzarlo. Adesso comincia la parte più complicata: c'è da evitare il tracollo definitivo lunedì sera e da preparare il futuro. Il mondo Milan ha bisogno di un elettro-choc e di una scelta del prossimo tecnico che consenta di ridare entusiasmo e linfa vitale a team e tifosi. La curva sud, sostenitore fedele, ha dato l'addio a Pioli con un attestato («ci hai fatto vincere lo scudetto piu esaltante della storia») che non cancella l'amarezza («impossibile la riconferma»).

A questo punto le soluzioni sul tavolo di Gerry Cardinale, dal quale deve arrivare il definitivo via libera, sono due: un allenatore straniero di grande carisma (escluso perciò Lopetegui) oppure - vincendo resistenze legate più a qualche pregiudizio sulla comunicazione passata del tecnico leccese - il migliore degli italiani subito libero, cioè Antonio Conte capace di raccogliere la maggioranza dei consensi tra social e addetti ai lavori oltre che le legittime preoccupazioni di qualche rivale. Nel primo caso il profilo mai citato finora dai resoconti di calcio-mercato, Jurgen Klopp, appena eliminato con il Liverpool dall'Atalanta, può diventare una grande suggestione.

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