Un po' Schumi e Verstappen Maya, la prima pilota in Ferrari

È che assomiglia a Schumi più del figlio di Schumi. È una lei. Maya. La prima donna pilota della Ferrari. Occhi tondi tondi, sguardo assonnato e sorriso appena accennato che nel mondo a trecento all'ora era il timbro di fabbrica di Michael Schumacher. Ha 16 anni Maya Weug, cittadina del mondo, nata in Spagna da madre belga e padre olandese. Il che l'avvicina a Max Verstappen e per la proprietà additiva del talento, Schumi + Verstappen, significa che la ragazza potrebbe rivelarsi un'ira di dio motoristica. La Ferrari, che ha già molte donne al suo interno in posizioni di vertice, è parecchio contenta, «momento fondamentale nella storia di Maranello, un segno tangibile del nostro impegno per rendere il motorsport sempre più inclusivo» dice il team principal Mattia Binotto che di questi tempi e con questa Ferrari vive come una boccata di ossigeno parlare d'altro e non di F1. Anche monsieur Jean Todt, presidente della Fia, secondo padre di Schumi e zio acquisito di Mick Schumacher, è contento. Non perché veda la somiglianza tra il grande e sfortunato campione e la giovane ma perché ha ben presente che ogni tanto una donna è transitata in F1 al volante di un bolide, pensiamo alle mai dimenticate Maria Teresa De Filippis e Lella Lombardi, ma sognare di arrivarci partendo dalla Ferrari è ben altra cosa e provoca ben altra eco in giro per questo mondo attento ai temi della parità di genere e opportunità. «Programma chiave Fia Girls on Track Rising Stars, aperto alle giovani dai 12 ai 16 anni, che sottolinea il nostro impegno nel supportare la diversità di genere» dice le président. Dice cose anche lei, Maya, «darò tutta me stessa per dimostrare che ho meritato di entrare nella Ferrari Driver Academy» promette dopo aver vinto la selezione finale battendo una francese e due brasiliane. Ora l'attende il training della Academy oltre a una monoposto di un team legato alla Rossa in una F4 nazionale. E un sogno: fin qui 5 dei 19 piloti passati per Academy sono approdati in F1. Fra questi Charles Leclerc e Mick Schumacher... Che non è suo fratello.

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Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Sab, 23/01/2021 - 12:15

siii va bbuòò! siamo al politicamente corretto, vincere non serve basta partecipare!