Il Var salva la Juventus. Milan avanti con Rebic, poi ci pensa Ronaldo

Buffon fa i miracoli, Cr7 segna il rigore beffa. Espulso Hernandez, anche Ibra salta il ritorno

Milano - È sempre a un passo dalla svolta, il Milan. Nel derby durò un tempo. Qui, in coppa Italia, meritando il successo arpionato nella ripresa da Rebic, si arrende al pari su un discusso rigore a pochi minuti dalla fine, quando si ritrova ridotto in dieci per il rosso a Theo Hernandez. Valeri non è convincente né autorevole e da qui nascono una serie di scelte contestate. La Juve se la cava nel risultato ma se la passa male, molto male, nel gioco e anche nelle attese della tifoseria che non si accontenta di queste esibizioni modeste, molto modeste. Prima di montare davanti, è Buffon a salvare la patria dagli artigli dei milanisti che spendono un mare di risorse da cima a fondo.

È lo stesso Milan del derby (Calabria la novità), stesso schieramento, stessa aggressività, identica la marcatura di Calhanoglu su Pjanic per togliere luce al gioco di Sarri. Cambia solo la precisione e pericolosità degli attacchi che costringono Buffon a un solo prodigioso balzo sotto la traversa (sulla voleè di Calabria) più un paio di interventi ordinari in posizione centrale per rendere innocui un paio di sortite di Rebic. Manca il gol rispetto al derby e forse anche un pizzico di freschezza che renda meno velleitaria l'esibizione. Il guaio vero per Pioli (ammonito anche lui) è la striscia di gialli mostrati da Valeri che cancellano dalla sfida di ritorno Ibra, Theo Hernandez e Castillejo, che vuol dire l'80% del suo potenziale tecnico. È la stessa Juve di Verona tutto palleggio e basta: le geometrie della prima frazione non espongono la difesa rossonera a rischi eccessivi, zero tiri in porta e zero emozioni a dispetto delle energie spese da CR7 e Dybala che provano a richiamare fuori dal fortino le sentinelle di Donnarumma per aprirsi varchi.

Nella ripresa è Buffon a reggere l'urto del miglior Milan. Per tre volte l'intramontabile Gigi si oppone alla sua maniera agli artigli di Rebic, Ibra e Theo Hernandez prima di cedere alla stilettata del croato che approfitta della pennichella di De Sciglio e chiude nell'angolo un cross di Castillejo destinato forse a Ibra. La reazione della Juve è tutta concentrata nei cambi di Sarri (fuori Ramsey, De Sciglio e Matuidi, tre dal voto basso e dentro Bentancur, Higuain e Rabiot). Lo snodo che complica la vita a Pioli e ai milanisti è a metà della ripresa e coincide con il secondo giallo meritato da Theo Hernandez per un intervento in ritardo e scomposto su Dybala a metàcampo: rosso inevitabile e Milan in dieci fino alla fine. Il confuso assedio finale allestito dalla Juve produce il fattaccio della serata. Sulla rovesciata di CR7 la palla finisce sul braccio di Calabria che però non è alto come prevede il protocollo Var. Valeri prima fa cenno che ha visto tutto poi va a controllare. Vede e rivede e assegna il rigore trasformato dal portoghese che salva la faccia, il risultato e prenota la finale.

Commenti
Ritratto di GWENDOLIN

GWENDOLIN

Ven, 14/02/2020 - 17:58

TRanquilli che ci sono sempre i santi in paradiso ....oggi con maglietta gialla.... tutte le partite.Gwendolin