Le città "stravolte" dalla sfida green: cosa sta per cambiare

Nonostante l'accordo zoppicante della Cop26, i Comuni italiani si stanno rimboccando le maniche per aderire alla transizione ecologica: ecco quali sono i principali cambiamenti

Le città "stravolte" dalla sfida green: cosa sta per cambiare

Come inquinano le città non inquina nessuno: ben il 70% dell'inquinamento mondiale deriva dai centri urbani. L'accordo finale sul clima della Cop26, come ci siamo occupati sul Giornale.it, risulta molto meno importante del previsto con molti Paesi che parlano di "accordo deludente". Ecco perchè si fa sempre pù necessario un cambiamento dal basso.

Come cambiano alcune città

Nel loro piccolo, è quanto stanno cercando di fare molti Comuni della nostra meravigliosa Italia grazie a molte soluzioni adottate direttamente dalle amministrazioni locali. Grandi realtà abitate da milioni di abitanti come Torino e Milano stanno convertendo sempre di più il loro trasporto pubblico all'elettrico: se è vero che la media nazionale è appena del 5%, Torino si conferma capofila con 170 mezzi elettrici nel prossimo futuro mentre Milano vuole arrivare al 2029 con tutti e 1200 i propri bus elettrici. Qualche cambiamento anche in città come Genova, Cagliari, Bologna e Roma.

L'importanza degli alberi

La famosa "isola di calore" urbana, spesso responsabile diretta e indiretta di nubifragi localizzati in alcune aree metropolitane, è causata dall'eccessiva quantità di asfalto e cemento di cui siamo circondati: pensate che, ogni secondo, in Italia si perdono due metri quadrati di suolo. Per invertire la rotta, il Comune di Segrate (Milano) ha già dato l'ok al progetto "Chilometro verde" che vedrà 3,5 km della strada provinciale Cassanese trasformata in un "corridoio verde" grazie al quale le emissioni saranno riassorbite per il 70% oltre ad essere piantati 36mila nuovi alberti, uno per abitante. Vuole ridurre le emissioni anche il Comune di Calenzano, in provincia di Firenze, premiato come campione d'Italia nella riduzioone di CO2 con un risparmio di ben 2.600 tonnellate nel 2016.

Energia solare

Il futuro del fotovoltaico è al sicuro in provincia di Foggia, a Biccari, che nonostante abbia meno di tremila abitanti ha l'obiettivo di installare ben 200KW di pannelli sui tetti di edifici pubblici e delle case private. A Pesaro, invece, c'è un edificio considerato tra i più ecosostenibili d'Europa e premiato con "Leadership Award 2021", l'oscar per l'architettura verde: è una scuola, la Brancati, progettata per "avere un'alta efficienza energetica, bassi consumi e minore impatto ambientale grazie a materiali naturali scelti, alcuni riciclati e proveniente da scarti. Tetto verde, pareti ventilate, controllo della luce naturale e artificiale", scrive Repubblica.

Plastica e raccolta differenziata

Con la plastica siamo a buon punto ma ancora troppo indietro anche rispetto a tante realtà europee ma l'Italia stessa è spaccata in due con un bel divario nord-sud. A Polesine Zibello, in provincia di Parma si è deciso di offrire una fetta di culatello a chi si prodiga per il recupero della plastica aderendo al progetto "Puliamo il Po e puliremo il mondo" per ridurre questo materiale così dannoso nel fiume più lungo d'Italia. Anche con la differenziata non siamo messi malissimo ma si potrebbe star meglio: secondo l'analisi di Legambiente, nel 2021 ci sono ben 623 comuni italiani che riescono a produrre meno di 75 km di differenziata pro capite. In testa alla classifica realtà come Trento, Pordenone, Treviso e Belluno.

Infine, un plauso anche alla Sicilia, con il comune di Troina, in provincia di Enna, che con l'iniziativa "Case a un euro" ha riqualificato del tutto le case del centro storico permettendo una completa riabitazione. E poi, alcuni centri agricoli gestiti dalle mafie adesso sono parte della transizione ecologica e danno lavoro a numerosi giovani: questa è l'Italia che ci piace.

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