Le 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita

Una guida per scoprire che non ci sono solo mostre e cattedrali ma anche passeggiate in Brera, risotti doc e lezioni di pittura sui Navigli

La Milano che non t’immagini è lì, esce dalle pieghe di quelle 285 pagine di una guida molto insolita che mette d’accordo la curiosità del turista per la prima volta in città e la disattenzione dei milanesi che invece l’attraversano spesso senza conoscerla. E mentre i primi avranno così a disposizione ben 101 idee per non annoiarsi in una metropoli brutta per definizione, gli altri avranno modo di scoprirne insospettabili bellezze e divertenti spunti per goderne i molti pregi.
Il volume di Micol Arianna Beltramini 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita (Newton Compton, 285 pagine, 13,90 euro) offre infatti una panoramica che non spazia solo sulle bellezze cosiddette istituzionali: i palazzi, le chiese, i musei e quant’altro di puramente artistico si trova su una qualsiasi guida, ma affronta un modo di essere. Alla meneghina, appunto. Per chi da sempre vive qui e per chi qui è solo di passaggio.
E infatti suggerisce idee e propone itinerari e gesti che i milanesi fanno milioni di volte nell’arco di un anno. E così ecco compiersi il paradosso: i cittadini distratti ma residenti avrebbero bisogno, almeno una volta nella vita, chessò, di salire sulla terrazza più alta del Duomo o sulla Torre Branca. E ancora di visitare la fornace Curti oppure di girare nel cimitero Monumentale come se fosse un museo. O, per i più scaramantici, organizzare una visita al Grand hotel et de Milan, e riempirsi gli occhi di colori ascoltando un concerto in San Maurizio.
Dall’altro lato, i turisti di passaggio non potranno mai dire di aver vissuto qualche giorno alla milanese se non si sono gustati un panzerotto da Luini, se non hanno fatto un giro di shopping alla Rinascente o in corso Como, se non hanno ordinato un risotto giallo doc, se non hanno passato una serata a vagabondare sui Navigli, se non hanno provato ad andare a San Siro con la voce e uscirne senza. Insomma, gesti che invece chi vive a Milano fa. E spesso. Capiterà allora che un milanese non abbia visto il Cenacolo, ma un turista non sappia cosa sia l’happy hour nel quartiere della moda. Ecco quindi che le agili pagine di questo libro servono e tentano di colmare quelle lacune. Sono idee, progetti, magari neanche particolarmente ambiziosi ma spesso stuzzicanti, per passare semplicemente una piacevole serata senza abbandonarsi alla noia o alla routine del divertimento.
Accanto a un giro fra palazzi storici o edifici di straordinario gusto e charme (si pensi a Palazzo Fidia dove Antonioni girò «Cronaca di un amore», ma anche a un suggestivo sguardo a Villa Invernizzi con il suo giardino di fenicotteri rosa) ecco una serata tutta da ridere al cabaret, di cui Milano, si sa, vanta una tradizione consolidata. O appunto, per chi ama suoni classici, un concerto nella stupenda chiesa di San Maurizio, dall’acustica già perfetta, solitamente migliorata dalla chiusura della strada nelle serate di programmazione musicale. Ci si può rituffare nell’atmosfera anni Ottanta dedicando una serata-revival allo stile paninaro o yuppie della Milano da bere, si può gironzolare fra i tre bar in controtendenza di tutta la città: Giamaica, Magenta e Basso. La guida non include cenette a ritmo di musica: non sono poche le mete, spesso nei dintorni cittadini, in ristoranti allestiti da ex cantanti che ravvivano le serate del week end con improvvisati concerti.
Insomma infiltrarsi tra le pieghe di una città che non t’aspetti è possibile, eccome. Scoprirne i misteri e ritrovarsi influenzati dal suo spirito, anche. Perché Milano è tutto questo e molto di più: arte e gastronomia, sport e happy hour, shopping e moda, cinema e piccole o grandi oasi, dentro e fuori porta, dove ripararsi per ore insolite. Insomma quello che le guide non dicono...