18 ANNI Oggi come ieri la stessa fatica di crescere

Alla libreria Porta Romana viene presentato il libro di Percoco

Un nodo nello stomaco, desiderio di amare e paura di non farcela, la voglia di cambiare il mondo e la ricerca di un'identità. Gli anni dell'adolescenza sono tutt'altro che un gioco da ragazzi, e Rosangela Percoco, autrice del libro «Hai diciott'anni (Sarebbe più facile essere gatti o poeti)», (Salani), che verrà presentato oggi alle 18.30 alla libreria Porta Romana di Corso di Porta Romana 51, con Fulvio Scaparro, Lella Costa e la presenza di Silver, lo sa bene. Lo sa perché ricorda com'è stato avere diciotto anni quando li aveva lei, perché guarda il figlio crescere e attraversarli, affrontando le sfide dell'esistenza. «Nella vita alcuni eventi ti piegano le gambe, un amore che ti lascia, il nonno che se ne va. Il sottotitolo sta a significare che se invece di essere un adolescente o un adulto si fosse una pianta, un gatto, un poeta, tutto sarebbe più semplice, perché le piante se la cavano, la pioggia le bagna, un gatto va da un divano all'altro e trova sempre braccia per accarezzarlo, ma né la pianta né il gatto hanno bisogno di interrogarsi sul perché delle cose. I poeti possono raccontare, cambiare un finale, mettere in rima la morte. Invece noi ci dobbiamo orientare in questo nostro essere umani che è difficile ma meraviglioso. Per questo siamo un po' piante, un po' gatti, un po' poeti e allo stesso tempo nessuno dei tre. Non ce la caviamo a buon mercato, ma possiamo prendere qualcosa da tutti, l'acqua dall'alto, una carezza da chi ci ama, e cambiare un finale».
Un libro che nasce dalla esperienza di Rosangela Percoco come direttrice del mensile Lupo Alberto, dalle lettere scritte dai suoi giovani lettori, da un figlio che cresce e dalla voglia di raccontare.
«Mi rivolgo a questo ipotetico diciottenne, che poi tanto ipotetico non è, perché si tratta di mio figlio, e parlo di un tempo, quello dei miei diciotto anni, racconto momenti della mia storia personale come strumento per dire qualcos'altro, senza giudicare, cercando un denominatore comune tra oggi e ieri, quel tempo in cui gli orologi erano quelli delle patatine, e le guance diventavano rosse per una dichiarazione d'amore. Invece adesso gli sms raccontano amori in cui tutto succede sul display. Milano per gli adolescenti e per gli adulti è diversa da altre realtà in termini di ritmi e di orari, ma gli adolescenti forse sono un po' gli stessi dappertutto. «Rosangela Percoco non teme di raccontare il bello e il brutto dell'adolescenza», spiega Scaparro «in un bel libro che apre una finestra sui rapporti madre e figlio. La stragrande maggioranza degli adolescenti non compare sui giornali o in televisione, non fa notizia. La maggior parte di loro non è dannata né in paradiso. Ma affronta il compito di conquistare la propria identità. I giovani hanno bisogno di radici, e di guide; per questo i genitori farebbero meglio a non scimmiottare i ragazzi, ma a cercare una comunicazione in profondità. È molto importante, come genitori, essere onesti, perché i figli ci guardano in continuazione. Stima e rispetto si conquistano sul campo, ma non dimentichiamo che prima di avere diciotto anni i ragazzi ne avevano 17 o 16 o 15 e noi c'eravamo. O non c'eravamo, questo è il punto. Inoltre i tempi di vita dei diciottenni di oggi si sono molto accelerati, e in questo gioca un ruolo fondamentale una tecnologia che noi alla loro età non avevamo. Quindi, rispetto ai diciottenni di ieri è cambiato lo scenario, non i bisogni, le esigenze fisiche, psicologiche e affettive che non sono diverse da quelle delle generazioni precedenti», conclude Scaparro.
«Da ragazza ho sognato il grande amore, e ho sognato di scrivere», ricorda la scrittrice. «Mi piacerebbe dire questo ai ragazzi, sognate grande, sognate forte, non solo le misure di una casa».
Perché anche se, come scrive l'autrice, «Non ci sono stelle ferme sulla rotta del cuore», anche se la risposta, alla fine, non si fa trovare, vale la pena correre il rischio.