Abruzzo, il governo: "Niente tassa sui ricchi"

Smentita l’una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro. Tremonti e il 5 per mille: &quot;Non toglieremo nulla al volontariato&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=344039">Le scuole ripartono subito</a></strong>: oggi 2.500 ragazzi in classe. Continua l'inchiesta: <strong><a href="/a.pic1?ID=344042">venti costruttori nel mirino dei pm</a></strong>. Sequestrati gli edifici pubblici crollati

Roma - Prima riunione ministeriale, ieri sera con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli, per discutere di come finanziare il pacchetto legislativo per la ricostruzione in Abruzzo. Molte le ipotesi sul tavolo: fra queste è spuntata una addizionale «una tantum» sui redditi più elevati, 120-140mila euro, già battezzata la tassa sui «super ricchi». Un’addizionale di scopo, simile all’«eurotassa», che a quanto sembra ha suscitato perplessità da parte del presidente del Consiglio. Tanto che, in serata, una nota di palazzo Chigi definisce «assolutamente infondato e del tutto falso che sia stata presa alcuna decisione in merito a una tassa sui ricchi, diretta a qualsiasi scopo».

Il lavoro è, infatti, ancora nella fase preparatoria. Tra le altre ipotesi in campo, un’addizionale sulle giocate di Lotto e Superenalotto, e un’addizionale sulla benzina. I tecnici dei ministeri interessati hanno preparato più ipotesi di intervento, compresa un’aliquota aggiuntiva (con un 1% in più si incasserebbero circa 500 milioni di euro), da applicare solo per le quote di reddito eccedenti il limite prescelto.
Tutto è ancora da decidere, e più si allontana l’emozione suscitata dal terremoto, più risulta difficile decidere un aumento delle tasse seppure a nobili fini. Questa settimana, ha confermato il capogruppo Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto, non ci sarà Consiglio dei ministri. «Il prossimo - ha aggiunto - si farà sul posto», forse giovedì 23.

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti insiste nella sua proposta di destinare all’Abruzzo un’apposita casella del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Tremonti getta acqua sul fuoco della polemica alimentata dalle associazioni di volontariato, destinatarie del 5 per mille, che parlano di «guerra fra poveri». Spiega il ministro: lo spirito del 5 per mille è di destinare qualcosa a una buona causa, «e a noi è sembrato che il terremoto dell’Aquila fosse una causa giusta. La maggioranza degli italiani vuole questo. Ma - aggiunge - non si toglie nulla al volontariato. Non è un fatto quantitativo, ma simbolico». Tremonti si riferisce a un sondaggio televisivo che vede oltre l’80% degli italiani favorevole all’uso dello strumento 5 per mille per aiutare la ricostruzione. Il timore delle associazioni di volontariato è di dover rinunciare a parte della loro quota di contributo. Un possibile compromesso è quello di elevare il tetto massimo dei contributi 5 per mille, oggi fissato a 380 milioni di euro. O di istituire un 5 per mille-bis.

Il ventaglio delle proposte per finanziare la ricostruzione è molto ampio. Complessivamente il «pacchetto Abruzzo», nella versione completa (compresa quindi la contestata addizionale Irpef), non si allontana molto dalla cifra di 12 miliardi di euro indicata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, che pure si riferiva alle spese sostenute dallo Stato in passato per eventi di simili dimensioni. Il pacchetto sarà composto da un decreto, per le misure immediate, e un disegno di legge. Confermati gli ammortizzatori sociali, dalla cassa integrazione «rafforzata» agli 800 euro mensili per i lavoratori autonomi, dalla proroga delle indennità di disoccupazione alle norme anti-sciacalli. L’Abruzzo dovrebbe essere la prima Regione ad applicare gli ammortizzatori sociali «in deroga». Si parla anche di defiscalizzazioni a favore delle piccole e medie imprese.

Nel disegno di legge dovrebbe trovar posto anche la riedizione dello «scudo fiscale» per il rientro dei capitali dai «paradisi» esteri, con un’aliquota superiore a quelle della prima edizione dello scudo. Non è escluso che si ragioni intorno a più aliquote, una delle quali più bassa se i capitali rientrati vengono reinvestiti in azienda.