Abusi durante le lezioni: prof in cella

Ad accusarlo cinque alunne tra gli 11 e i 13 anni. Nella sua casa trovate foto «proibite»

da Reggio Emilia

Sotto i banchi o sotto la cattedra, al buio, con il pretesto di creare giochi, un insegnante toccava si faceva toccare nelle parti intime dalle bambine, durante le lezioni. Aveva costretto cinque alunne fra gli 11 e i 13 anni a compiere e subire atti sessuali, è stato arrestato per violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico.
Pino L.M. 34 anni, napoletano di Vico Equense, è residente con i genitori a Codemondo, frazione alle porte di Reggio, dove ha fondato l'associazione «Officina Teatro Incanto». Aveva pubblicato su internet il suo curriculum di operatore culturale: «Attore, regista, animatore di laboratori teatrali per la scuola, esperto di problematiche sociali e ambientali; di integrazione e disagio; mediatore culturale, coordinatore del consiglio circoscrizionale dei ragazzi del Comune di Reggio».
Da anni è a contatto con migliaia di ragazzi nelle scuole, anche nella provincia emiliana, adesso ogni collaborazione è stata interrotta. Negli ultimi mesi l’insegnante lavorava nella scuola media di Correggio, vicino al Modenese, con un progetto di teatro. È lì che avrebbe commesso gli abusi, cominciati sembra dal mese di novembre.
I carabinieri hanno perquisito la sua abitazione, sequestrando novanta foto hard, scaricate da internet, di bimbe e ragazzine coinvolte in rapporti sessuali con adulti. Il pm Maria Rita Pantani ha ottenuto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, poche ore dopo la perquisizione domiciliare.
Giovedì sera l’uomo era stato chiamato in caserma per dire dove sarebbe stato rintracciabile a Pasqua, lì però gli è stato notificato anche il provvedimento d’arresto. Ieri davanti al Pm si è avvalso della facoltà di non rispondere, l'avvocato chiederà gli arresti domiciliari.
La Procura di Reggio aveva ricevuto lo scorso mese una segnalazione di abusi proveniente però da un comune della Val d'Enza, al confine con la provincia di Parma. Un genitore aveva ricevuto le confidenza della figlia, a conoscenza delle violenze sessuali pur senza esserne coinvolta direttamente. Quattro delle cinque presunte vittime sono già state interrogate dal Pm in forma protetta.
Le indagini proseguono con l'esame di computer, dvd e scritti dei bambini, per verificare se altre giovanissime siano finite nel mirino dell'educatore. Tramite il suo blog, già oscurato, il prof riceveva decine di mail di adolescenti. «Sono un uomo felice, ottimista, amo il mio lavoro e anche comunicare - aveva scritto -. Vivo con tutto l'entusiasmo che mi trasmettono i miei allievi. Insieme per costruire un futuro migliore». Parole che ora suonano beffarde.