Addio risaie, si coltivano arachidi

Raffaella Regina

Siccità? Nessun problema, ci sono le noccioline. Le aziende agricole lombarde non si lasciano «condizionare» dalla scarsità delle piogge e se il clima pazzo manda in malora le coltivazioni tradizionali come le risaie, loro pensano bene di introdurre nuove colture, che non hanno bisogno di acqua, se non nella fase iniziale, e che resistono al caldo torrido. Sono le arachidi, appunto, piante leguminose originarie del Brasile la cui coltivazione sarà inaugurata dalla seconda metà di settembre, in alcune campagne selezionate della Pianura Padana. «I primi raccolti - riferisce Coldiretti - inizieranno verso la metà di settembre e le previsioni sono di una produzione di 40-50 quintali per ettaro, ottenuti dopo un circolo colturale della durata di 100-110 giorni». Si spera, entro il 2007, di raggiungere i 10mila ettari coltivati, che comunque riuscirebbero a soddisfare appena il 5 per cento del consumo nazionale. Se i risultati produttivi ed economici saranno interessanti, continua la Coldiretti, il ritorno alla coltivazione può rappresentare un contributo al rispetto dell’ambiente che arricchisce il terreno e migliora la possibilità di fruttuose rotazioni colturali». L’attesa dei raccolti si è fatta particolarmente interessante nelle campagne della Pianura Padana, che negli ultimi periodi è stata colpita dai gravi effetti della siccità con danni di centinaia di milioni alle tradizionali piantagioni di granoturco, soia e ortaggi, ma anche risaie e foraggi per l’alimentazione del bestiame.