Affittopoli, nuovi nomi anche all’Aler Istituto dei ciechi, ecco chi ha le case

Carmela Madaffari, braccio destro dell’assessore Moioli in Comune, paga 13mila euro l’anno in via Volta. A due passi da Brera abitano la vicepresidente (in quota Lega) del Golgi, Panigoni e il volto tv Mastromauro. L'assessore Masseroli: <a href="/milano/il_pubblico_non_sa_gestire_bisogna_abolire_demanio/28-02-2011/articolo-id=508903-page=0-comments=1"><strong>&quot;Aboliamo il Demanio&quot;</strong></a>

C’è anche il nome di Carmela Madaffari nelle liste degli inquilini illustri delle case degli enti. Il direttore generale dell’assessorato alle Politiche sociali, braccio destro di Mariolina Moioli e molto vicina al sindaco, vive in un appartamento di proprietà dell’Istituto dei Ciechi. Ma Carmela Madaffari non è l’unica inquilina «di peso» dello stabile di via Volta 5. A due passi da Brera, infatti, abita anche la vicepresidente del Golgi Redaelli, Elena Panigoni nel consiglio di amministrazione in quota Lega. Divide il pianerottolo con loro il giornalista Matteo Mastromauro. Attenzione, però: non si tratta dello stesso caso del Pio Albergo Trivulzio, finito nella bufera «Affittopoli» per appartamenti in pieno centro dati in locazione a potenti a canoni stracciati. Se Baggina, Fondazione Policlinico, passato agli onori delle cronache per gli affitti low cost, o il Golgi Redaelli, sono enti pubblici, diverso lo statuto dell’istituto di via Vivaio, che è ente morale di diritto privato e interesse pubblico.
Venendo ai singoli casi, intestataria del contratto di affitto di via Volta 5, per la precisione, è la figlia della Madaffari, giornalista, che vive con la madre. L’appartamento di 65 metri quadri costa 13mila euro l’anno, 1.083 euro al mese, cui vanno aggiunti 35mila euro di lavori di ristrutturazione. «L’istituto dei Ciechi riserva gli alloggi di proprietà, fino a 90 metri quadri, alle persone non vedenti - spiega il presidente Rodolfo Masto - mentre agli appartamenti di metrature superiori si puà accedere partecipando al bando. Quando una casa si libera la prima persona della graduatoria che aveva richiesto un appartamento con quelle caratteristiche, può vedere l’alloggio e decidere se gli interessa o meno. Le spese di ristrutturazione sono a carico dell’inquilino».
Non si può parlare di affitti «low cost», ma convenienti sì. Il numero uno di largo Treves risparmia almeno 5mila euro l’anno: i prezzi medi per le locazioni nel centro storico si aggirano sui 280 euro al metro quadro annuo, che moltiplicata per 65 mq, fa 18.200 euro l’anno 5mila euro l’anno in più del canone pagato dalla Madaffari.
Sempre in via Volta 5 abita anche la vicepresidente del Golgi Redaelli, azienda di cura alla persona pubblica, accomunata all’istituto di via Vivaio dallo stesso presidente Masto: la leghista Elena Panigoni vive in un appartamento di 100 metri quadri - per cui ha partecipato al bando - a 1500 euro la mese.
Stesso discorso per l’inviato di Canale 5 Matteo Mastromauro che paga 17mila euro, più 70mila di spese di ristrutturazione, per 102 metri quadrati a due passi da Brera.
Questa settimana, invece, il Pio albergo Trivulzio sarà ancora sotto i riflettori: è prevista, infatti, per questa mattina la manifestazione di Antonio Di Pietro a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia, la cui compagna è stata «pizzicata» proprio in una casa del Pat. Domani invece, in via Marostica si insedierà il commissario Emilio Triaca, che avrà il compito di fare chiarezza sulle gestioni pregresse del patrimonio, dopo le dimissioni del cda. E sulle dimissioni del cda ieri è tornata anche il sindaco per rivendicare il proprio operato: «Io quando mi sono trovata di fronte a casi nei quali non ho visto trasparenza etica e correttezza sono sempre intervenuta. Chi entra in politica deve sapere di dover mettere da parte i propri interessi per servire la collettività, gli appelli astratti no servono».
Giovedì il presidente di Aler Loris Zaffra consegnerà alla commissione Casa del Comune le liste dei suoi affittuari.