Afterhours, il rock «oscuro» che indaga le ansie dei giovani

Il gruppo fondato a fine anni Ottanta da Manuel Agnelli oggi a Brescia

Jarno Fiore

Negli ultimi anni la scena rock italiana sta faticando a mostrare nuove realtà degne di prendere il posto di chi da ormai quasi venti anni rappresenta un punto fisso di un movimento alternativo ai circuiti della musica italiana, tra questi punti fissi il più importante è di certo quello degli Afterhours. La band fondata da Manuel Agnelli alla fine degli anni '80 con il tempo è maturata ed è giunta alla maturazione definitiva con i due ultimi album; Quel Che Non C'è e Ballate Per Piccole Iene, due tra i migliori album di rock italiano di sempre. Gli Afterhours con il consueto successo stanno attraversando l'Italia con un lungo tour che questa sera li porta a Brescia alla Festa di Radio Onda D'Urto (in via Serenissima), per quello che, insieme al live dei Subsonica di sabato, è l'evento più atteso dell'intera rassegna organizzata dall’emittente radiofonica.
Una serata quella di oggi con la miglior rock band italiana del momento che nelle sue esibizioni live riesce a trasmettere e comunicare il meglio di sé attraverso canzoni che scavano nei pensieri di una generazione da sempre in crisi ed in ricerca di una via di uscita dalle gabbie e dai dubbi che la chiudono in sé stessa. Gli Afterhours attraverso la musica trasmettono le ansie, i timori e la voglia di reagire che quella fascia di età tra i 20 e i 35 anni ha, ma che spesso deve nascondere perché poco considerata da chi sta al potere.
Nelle composizioni e nei testi di Manuel Agnelli c'è tutto questo e molto di più, immerso in un rock oscuro, melodrammatico, dolce, rabbioso come un miscuglio di personalità diverse che ne formano una che ha voglia solo di urlare la sua presenza, riuscendo a farsi sentire.
Una consapevolezza dei mezzi che Agnelli con gli anni ha cercato di trasmettere anche alle generazioni più giovani organizzando un festival, il Tora! Tora!, che nelle sue tappe voleva presentare il mondo del rock italiano come una realtà forte e decisa a farsi sentire, una impresa riuscita a metà, infatti se il festival è divenuto un riferimento più che valido per gli appassionati, non è riuscito ad imporre le sua presenza attraverso i media più grandi che spesso sono stati apertamente criticati dallo stesso Agnelli.
Sanguigno e molto istintivo nei suoi comportamenti Agnelli è un uomo che conosce bene il mondo della musica (ad inizio carriera faceva parte della Vox Pop, storica etichetta milanese che per prima ha sdoganato il rock dai centri sociali al grande pubblico e ai media importanti, mentre lo scorso anno ha girato il pianeta accompagnando l'amico e collega Greg Dulli nei Twilight Singers) e vorrebbe che gli artisti italiani venissero trattati con le stesse attenzioni di quelli stranieri (spesso molto meno popolari dei nostri conterranei ma più coccolati), tanto che ormai sono diventate «storiche» le sue più che giustificate sfuriate durante le conferenze stampa, in particolare quella di due anni fa al Jammin Festival, dove nessun giornalista aveva nulla da chiedere agli Afterhours, sebbene quel giorno fossero tra le band principali del cartellone.
Non è da credere che gli Afterhours abbiano rapporti difficili con «gli stranieri» anzi, in passato hanno suonato con i Mercury Rev e Greg Dulli, mentre stanno per dare alle stampe l'edizione in lese di Ballate Per Piccole Iene, realizzata con l'intenzione di portare il progetto Afterhours in giro per l'Europa e Stati Uniti. Il disco verrà distribuito attraverso la One Little Indian, etichetta di Bjork, Skunk Anansie e Twilight Singers.