Agnesi, prof aggredita sporge denuncia: «Travolta e ferita dagli alunni in rivolta»

Non sono stati denunciati i quattro studenti dell’«Agnesi» identificati durante il picchettaggio che il 3 novembre ha bloccato le lezioni nell’istituto magistrale di via Tabacchi. Ma il rapporto arrivato in queste ore negli uffici della Procura della Repubblica e alla Procura dei minori ricostruisce l’episodio di «lotta» in modo un po’ meno pacifico di quanto i leader della protesta avevano fatto nell’imminenza dei fatti. In particolare, nel rapporto viene riportata con ampiezza di particolari la deposizione di una professoressa nei cui confronti gli studenti sono passati alle vie di fatto, spintonandola e facendole male nonostante fosse intervenuta per tutelare la sicurezza di alcuni studenti disabili che si erano ritrovati al centro della calca.
La professoressa ha sporto denuncia contro ignoti, nella impossibilità di identificare chi, dei futuri maestri elementari, le abbia procurato le lesioni che l’hanno costretta a rivolgersi al medico. Gli unici nomi di contestatori contenuti nel rapporto sono quelli dei quattro studenti - due 18enni e due 17enni - identificati dai militari: i quattro vengono indicati unicamente come protagonisti del «picchetto» e non viene attribuito loro un ruolo nei maltrattamenti alla docente.
Un’altra docente, la professoressa Baffico, il giorno della manifestazione aveva affermato su «Repubblica» che non vi era stato alcun blocco delle lezioni, ma solo un «invito» a partecipare alla protesta. Si tratta di una versione smentita da almeno due testimonianze. Entrambe dicono che i quattro studenti «si erano posizionati in corrispondenza del portone formando un blocco unico ed impedendo di fatto l’accesso alla scuola». Un custode racconta che anche sua moglie, per riuscire a entrare nell’istituto, aveva dovuto chiedere una sospensione momentanea del blocco.
Ma il peggio avviene quando alla protesta si uniscono gli studenti della succursale di via Bazzi, e il gruppo penetra nella scuola: «Giunti nel corridoio iniziavano ad urlare e a picchiare contro le porte delle aule incitando ad abbandonare le lezioni; la professoressa cercava di sedare la protesta violenta ma senza successo tanto che la massa la scagliava contro la parete». Come scrive la docente nella denuncia contro ignoti: «Considerando l’irruenza che caratterizzava le condotte dei giovani ed avendo notato nel gruppo la presenza di ragazzi diversamente abili e temendo per la loro incolumità, affrontavo la massa cercando di riportare la calma e chiedendo loro di fermarsi. L’invito però non andava a buon fine ed infatti venivo travolta e scaraventata prima contro la porta tagliafuoco e quindi contro la parete. L’urto mi provocava diverse contusioni che mi facevano desistere dalla volontà e dal dovere derivante dal mio ruolo di insegnante di riportare la situazione alla normalità».