Alcol, fumo e psicofarmaci «La fase pericolosa comincia a dodici anni»

Il direttore scolastico regionale: «L’età critica si è abbassata» Piani di prevenzione in 100 medie

La droga, e in genere tutte le forme di dipendenza, rappresentano una delle emergenze più drammatiche della scuola milanese. «Una piaga – dice Anna Maria Dominici, direttore scolastico regionale – che stiamo cercando di fronteggiare con il massimo dell’impegno. Alla scuola tocca innanzitutto un compito: la prevenzione. Ma si tratta di un problema che non possiamo essere lasciati soli ad affrontare: per questo abbiamo da tempo instaurato un’ampia forma di collaborazione con le altre istituzioni, Comune, provincia, Regione e Asl. Insieme stiamo attuando progetti che consentano alle scuole di aiutare gli studenti a difendersi dal rischio di diventare dipendenti di qualche sostanza». Il progetto più recente riguarda l’opera di prevenzione in 100 scuole medie cittadine. «La fase critica – continua la Dominici – comincia a 12 anni. Bisogna intervenire sempre in anticipo, perché si sta abbassando sempre di più l’età dei ragazzi che rischiano di diventare vittime di questo drammatico fenomeno. Per questo abbiamo deciso di avviare l’opera di prevenzione nelle medie inferiori. Il progetto vede il coinvolgimento di insegnanti e genitori che vanno aiutati a capire il problema e a essere in grado di affrontarlo. Problema che riguarda la droga, ma anche l’alcol, il fumo, gli psicofarmaci e da ultimo il doping. Perché anche chi fa sport deve essere aiutato a impegnarsi in modo corretto».
Per quanto riguarda le superiori quest’anno è stato rilanciato il piano ministeriale di «Benessere dello studente». «Il primo obiettivo di questo piano – spiega il direttore regionale – riguarda appunto la prevenzione a tutte le forme di dipendenza. Noi ovviamente possiamo solo definire le strategie di intervento, ma sono poi le singole scuole nella loro autonomia che devono assumere una propria responsabilità d’azione. Ancora una volta mi tocca sottolineare un concetto di fondo: è la capacità di dialogo alla base di un possibile successo di ogni intervento. Dialogo innanzitutto fra le diverse componenti della scuola. Ma soprattutto capacità dei docenti di capire lo stato di ciascun alunno, di essere un interlocutore credibile, di avere l’autorevolezza necessaria per trasmettere regole di vita consone con una corretta convivenza civile». A sostegno di questa strategia l’amministrazione scolastica sta attuando una lunga serie di convegni e seminari per diffondere un’adeguata cultura della prevenzione alle tossicodipendenze. Ma Anna Maria Dominici sa che questo non basta. «Mi pare – dice – che contro la droga e contro tutte le forme di dipendenza sia fondamentale intensificare il coinvolgimento dei ragazzi in attività gratificanti. Per questo vedo con particolare interesse tutte le iniziative che i dirigenti scolastici stanno attuando tenendo aperte le scuole anche di pomeriggio. Mi sembra che questa stia diventando una formalità sempre più diffusa\