Alfano: "Nessuna norma sulla prescrizione"

Il ministro: "Il governo non sta studiando alcuna norma in materia di
prescrizione. Le norme allo studio sono contenute nel
ddl per la riforma del processo penale in discussione al Senato". La riforma? "E' urgente per il Paese". Brunetta: "Al via la digitalizzazione della giustizia"

Roma - Una delle accuse più insistenti mosse al governo dopo la bocciatura del lodo Alfano era questa: volete mettere mano ai tempi sulle prescrizioni per evitare i processi a Berlusconi. Oggi il ministro della Giustizia Angelino Alfano ribadisce ancora una volta che l'esecutivo "non sta studiando alcuna norma in materia di prescrizione". Al tempo stesso il Guardasigilli conferma che di giustizia si parla e si continuerà a parlare in parlamento, perché il Paese ha bisogno urgente di una riforma.

La riforma non è uno sfizio "La nostra - ha ribadito Alfano in una conferenza stampa a Palazzo Chigi - non è una volontà testarda di andare avanti ma la consapevolezza che bisogna fare quanto promesso agli elettori e la riforma della giustizia non è uno sfizio del presidente del consiglio né un capriccio della maggioranza, ma un’esigenza del Paese".

L'opposizione Il ministro ha voluto ringraziare "l’Udc per l’atteggiamento dialogante assunto in materia". Ha bocciato, invece, il no fermo espresso dal Pd. "A chi obietta che il luogo del confronto è il parlamento - ha detto il Guardasigilli - contro-obietto che è appunto il luogo che noi abbimo identificato e a chi chiede su quali testi ci si debba confrontare rispondo che la maggioranza ha già presentato testi di riforma della professione forense, delle intercettazioni e del processo penale. I testi sono quelli e tutti li conoscono".

La bussola? Il programma elettorale "Ho sempre detto - ha continuato Alfano - che la riforma costituzionale avrebbe dovuto essere cornice e punto di approdo di tutte le altre riforma e questa linea non è mai cambiata". Per quanto riguarda poi il mancato dialogo con le altre forze di opposizione, da Alfano solo una lapidaria replica: "non me la sento - ha detto il ministro - di tornare dagli elettori dicendo loro che non si è fatto nulla di quanto promesso in campagna elettorale ma che si è dialogato alla grande". La bussola, ha quindi ribadito ancora il Guardasigilli, "resta il programma in materia di giustizia presentato in campagna elettorale".

Al via la digitalizzazione La Giustizia si digitalizza. Almeno da Milano a Roma, da Genova a Padova, da Brescia a Verona, a Rimini. Poi toccherà al sud. Che significa? Che gli atti saranno messi on line, che le comunicazioni avverranno tramite mail certificate, che le date delle udienze saranno comunicate per posta elettronica, che gli avvocati potranno accedere a tutti gli atti che riguardano un loro cliente, proprio come i Pm. L’annuncio viene dato a palazzo Chigi dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta e dal ministro Alfano. Brunetta ricorda che uno degli obiettivi fissati dal governo era proprio la digitalizzazione della giustizia che oggi è "una realtà". "Si può navigare - spiega - negli atti presso la cancelleria Gip e del riesame di Roma, con un risparmio di carta, toner e tempo enorme, nonchè con un non trascurabile miglioramento della qualità del lavoro degli operatori della giustizia. E stiamo parlando del tribunale di Roma, il più grande d’Italia, forse d’Europa, forse del mondo".

Tutte le carte dalla rete Questa pratica, dunque, verrà estesa ad ogni altra sede e quello che oggi riguarda solo le cancellerie del Gip dovrà diventare realtà anche nelle fasi successive del giudizio. Insomma, si potranno chiedere e quindi ricevere tutte le carte tramite la rete. E anche le trascrizioni degli interrogatori. Il che significa che gli avvocati non dovranno recarsi fisicamente alla cancelleria per prendere le copie cartacee.