Per Alitalia 11 pretendenti

Presentate le manifestazioni di interesse. A sorpresa spuntano Unicredit e i piloti. Air France: possibile ingresso in una seconda fase. Il Texas Pacific Group pronto ad acquisire l’intera quota messa in vendita dal Tesoro. Il ministro Bersani: "Un paio di mesi per chiudere la gara"

Milano - Un altro passo è stato fatto per la privatizzazione di Alitalia. Ieri al ministero del Tesoro sono arrivate undici manifestazioni di interesse per l’acquisto di una quota non inferiore al 30,1% del capitale di Alitalia. Non c’è, come annunciato, l’offerta di Air France-Klm, che ha voluto sottolineare che «intende continuare a sviluppare la partnership con Alitalia», e non esclude la sua partecipazione in una fase successiva della gara.
Ecco l’elenco dei soggetti in gara: Ap Holding (amministratore unico Carlo Toto), Benstar-Saturn Enterprises, Ltd, Fabio Scaccia (persona fisica), Management & Capitali-Cerberus European Investments, Llc-Elq Investors, Ltd-Lefinalc (facente capo a Alcide Leali), MatlinPatterson Global Advisers, Llc, Net Present Value, Porcellana Castello-Capper-No, Terra Firma Investments (Gp) 3 Ltd, Texas Pacific Group Europe, Llp, Unicredit Banca Mobiliare, Wonders & Dreams UK, Ltd (facente capo a Paolo Alazraki). La privatizzazione dell’Alitalia sembra dunque riscuotere grande interesse tra i fondi di private equity: tra le undici manifestazioni di interesse presentate all’advisor Merrill Lynch, ci sono quattro fondi. Il Texas Pacific Group, che è interessato al 49,9%, cioè l’intera quota del Tesoro (Tpg è già protagonista di vari processi di ristrutturazione del settore ed è titolare di una quota dell’aviolinea australiana Qantas); Management & Capitali di Carlo De Benedetti (al quale partecipano Goldman Sachs, il fondo Cerberus, e Alcide Leali, ex proprietario di Air Dolomiti, già ceduta a Lufthansa); Terra Firma Investiments (nato nel 2002 dal Principal Finance Group, divisione del gruppo bancario Nomura); MatlinPatterson Global Adviser (fondo investimento statunitense legato all’omonima merchant bank che vanta fondi per 2,2 miliardi di dollari).
Sorpresa di Unicredit. Ubm, la banca di investimento del gruppo guidato da Alessandro Profumo, ha presentato una propria manifestazione di interesse per il 30,1% del capitale della compagnia. Per ora la società corre da sola, ma l’idea - da quanto si apprende - è di aggregare in un momento successivo partner finanziari e industriali. Tra i partecipanti previsti c’è invece Carlo Toto, il proprietario di Air One, compagnia aerea con un accordo commerciale con Lufthansa, che si è presentato con la Ap holding, che sarebbe appoggiato da Intesa-Sanpaolo. E poi l’uomo d’affari milanese Paolo Alazraki con la società Wonders & Dreams Uk Ltd. C’è anche un sindacato tra i pretendenti: l’Unione Piloti guidata da Massimo Notaro che ha partecipato con la Net Present Value. La partecipazione dei piloti, che sarebbero appoggiati dalla Banca del credito cooperativo di Roma, mira a coinvolgere tutte le associazioni professionali e sindacali per dare un apporto al risanamento e rilancio della compagnia.
«Per chiudere la gara ci vorranno ancora un paio di mesi. Spero non ci voglia di più perché è un tema urgente», ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” su La7. Mentre su Sky Tg24 il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha dichiarato: «I prossimi mesi saranno impegnati a discutere, con coloro che presenteranno offerte, dei migliori piani industriali del trasporto aereo, ivi compreso il problema dei due grandi aeroporti, Malpensa e Fiumicino». «Io sono ottimista perché abbiamo fatto un bando estremamente chiaro e trasparente», dice da Addis Abeba il presidente del Consiglio Romano Prodi. «Interessamenti ci sono stati, spero siano trasformati in offerte concrete», ha aggiunto il presidente del Consiglio parlando della chiusura dei termini del bando.
Seduta in altalena per il titolo della compagnia tra scambi intensi per circa il 7,5% del capitale (quasi 104 milioni di titoli passati di mano). Il titolo sbanda in apertura cedendo oltre il 3% per poi stabilizzarsi e nel pomeriggio ripartire di corsa sulle attese per le manifestazioni di interesse. In chiusura le azioni si sono poi fermate su un ultimo prezzo a 1,09 euro (più 1,67%). Il titolo è stato poi sospeso nella seduta dell’after hours. Domenica Alitalia ha diffuso i dati sui conti con una perdita nel 2006 di 380 milioni.