Alitalia punta su Milano In arrivo 1300 dipendenti

Saranno trasferiti da Roma. «Così ridurremo gli sprechi»

Roberto Bonizzi

Alitalia punta su Milano. È stato siglato ieri l’accordo tra azienda, rappresentanze sindacali e associazioni professionali dei piloti per il trasferimento di 1.300 dipendenti a Milano. Un passo importante per la delocalizzazione della compagnia aerea che dà il via libera definitivo al «sistema operativo multibase», dopo l’intesa già raggiunta nei giorni scorsi con i rappresentanti degli assistenti di volo. Linate e Malpensa, insieme a Venezia a cui saranno indirizzati 50 piloti, diventano così dal 1° agosto gli aeroporti di punta di Alitalia nel Nord del Paese. Nodi cruciali della strategia di valorizzazione della compagnia e di spostamento del personale direttamente sugli scali più promettenti dal punto di vista del business.
La scelta di tutte le parti che si sono sedute al tavolo delle trattative va nella stessa direzione. Ridurre gli sprechi alla ricerca di un livello di competitività maggiore sul mercato nazionale e internazionale. Nemmeno una settimana fa Dario Balotta, segretario generale della Fit Cisl, aveva denunciato il danno grave per le casse dell’azienda: «Circa 24 milioni di costi inutili». Cifra ottenuta sommando le spese sostenute da Alitalia per alberghi e spostamenti dei dipendenti, più i mancati introiti dovuti all’occupazione dei posti sugli aerei nelle prime ore del mattino per i trasferimenti del personale da Roma a Milano.
Il «sistema operativo multibase» consentirà di risparmiare e di distribuire con migliore efficacia le risorse. Danilo Baratti, coordinatore nazionale dei piloti Cgil, si dimostra molto soddisfatto di una trattativa che definisce «dura e intensa». «È un accordo - dice Baratti - premiante sia per l’azienda sia per il sindacato». Decisiva l’idea di puntare sui due aeroporti milanesi come chiave di apertura al Nord. «Questo è un passo avanti - prosegue il sindacalista - verso la stabilizzazione di Milano, uno dei punti fermi dell’azienda. Se questa operazione verrà attuata in tempi brevi potrebbe essere un segnale forte nei confronti del mercato e degli investitori». La Cgil è soddisfatta anche per i contratti di solidarietà, previsti dalla legge del 1993. «I soldi che saranno presi dalle tasche dei dipendenti - continua Baratti - saranno meno di quello che avrebbero dovuto essere».
Gli spostamenti di personale verranno attuati con un meccanismo graduale e volontario. E nei prossimi sei mesi saranno formati altri piloti destinati a Milano. Anche l’associazione nazionale dei piloti esce con il sorriso dalle trattative. «È un ulteriore passo avanti sul cammino della ristrutturazione - spiegano i responsabili dell’Anpac -. Ora speriamo nell’intervento degli investitori, perché l’azienda si sta velocemente risanando».