All’Oberdan «Vedere la scienza»

Igor Principe

Per dieci edizioni, dal 1997 alla primavera del 2006, è stata una delle più apprezzate rassegne italiane di scienza per lo schermo, piccolo o grande che fosse. Adesso «Vedere la scienza» fa un salto in avanti, e diventa un festival. E cioè un appuntamento con opere in concorso, giuria, classifica e premiazione finale. Gli organizzatori sono quelli di sempre: la Provincia di Milano e l'Istituto di Fisica Generale Applicata della Statale. Cui si aggiunge il gruppo Europaws, nato per diffondere la scienza con opere televisive. «La forma del festival porta autorevolezza al nostro progetto», spiega Antonella Testa, da sempre responsabile dell'iniziativa. «La presenza in giuria di docenti universitari, di registi e di esperti di media sancisce maggior validità ai lavori e stimola i produttori a creare film, fiction e documentari per partecipare alla gara». Indirettamente alimenta la circolazione di sapere scientifico, che oggi e domani sarà di scena allo Spazio Oberdan per una prima sessione del concorso, dedicata a film tv e docu-fiction (la seconda, sui documentari, si terrà il prossimo 26 marzo). Otto le opere in programma, tra le quali solo una è targata Italia, pur in condominio con la Gran Bretagna. Si tratta di L'eredità di Albert, intervista impossibile ad Einstein per indagarne il genio (domani, ore 10). Tra le chicche, invece, l'unico episodio di Csi-Crime scene girato da Quentin Tarantino, che sempre domani chiude la rassegna (ore 16.30). «La struttura è sempre la stessa - prosegue Testa: al mattino spazio ai ragazzi, con produzioni di taglio più didattico. Al pomeriggio, lavori diretti al grande pubblico». Vedere la scienza avrà una coda a Londra il 4 dicembre, dove si terrà la cerimonia di premiazione. Le proiezioni cominciano alle 9.30, l'ingresso è libero.