Alle superiori è boom di iscritti stranieri

Augusto Pozzoli

A Milano il boom degli studenti non italiani sta coinvolgendo anche le scuole superiori. Il caso più clamoroso all’Istituto professionale Marignoni, dove nell’anno scolastico appena terminato la presenza di alunni stranieri ha raggiunto il 41 per cento del totale, con classi che hanno visto sui banchi due soli studenti italiani. «Nelle prime del prossimo anno – dice Giuliana Grazzini, vicepreside – il fenomeno è in espansione». I dati sono eloquenti: in sede, in via Melzi d’Eril, su oltre 200 neoiscritti l’80 per cento è costituito da stranieri. Nelle due succursali di via Circo e viale Monza siamo al 50 per cento. Una tendenza che in verità, almeno per ora, investe soprattutto istituti tecnici e professionali, che stanno di fatto diventando sempre di più «scuole di stranieri». Con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano dell’organizzazione didattica e, quindi, sul lavoro degli insegnanti.
«Già lo scorso anno – continua la professoressa Grazzini – io ero una delle insegnanti di via Circo, in una prima dove c’erano solo due ragazze italiane. Il resto della classe era formato da alunni provenienti dai paesi più disparati. In aula era rappresentato tutto il mondo. Per il prossimo anno scolastico, visti i numeri dei neoiscritti, è facile prevedere la formazione di classi dove la presenza di ragazzi o ragazze italiani sarà nettamente in minoranza. Per fortuna siamo già attrezzati per affrontare la situazione: al Marignoni abbiamo un progetto stranieri coordinato da un’insegnante specializzata. Inoltre, il Comune ci mette a disposizione degli specialisti che seguono gli studenti appena arrivati in Italia per insegnare loro la nostra lingua, condizione indispensabile affinché siano effettivamente in grado di seguire le lezioni. Così si lavora con alunni che spesso si dimostrano più impegnati dei nostri italiani, non solo nel seguire i programmi normali, ma anche nelle attività espressive di cui è ricca la scuola. E questo per rispondere al meglio agli interessi che gli studenti esprimono. Ricordo l’ultimo giorno di scuola, quando nei licei si scatenavano le battaglie di uova e farina: i nostri allievi erano tutti in palestra ad ammirare il saggio della squadra di ragazze filippine che aveva vinto le Olimpiadi di danza 2005».
Ma perché tanti stranieri al Marignoni? La spiegazione della vicepreside: «Per i cinesi la risposta è semplice: la scuola ha nel proprio bacino d’utenza via Canova, notoriamente abitata da immigrati che hanno questa origine. Ma per i ragazzi di altra nazionalità credo che valga il passaparola di clan in clan: sanno che nel nostro istituto l’avventura scolastica è seria, e quindi le famiglie ci mandano i figli».
Al Marignoni, come in tutte le scuole medie superiori, si sono da poco conclusi gli esami di Stato. Che l’anno scorso hanno visto il successo dei due candidati cinesi che hanno raggiunto il diploma col massimo dei voti. «Non è un caso - dice la professoressa Grazzini - perché i nostri ragazzi sono arrivati all'esame ben preparati. I risultati rispecchiano questo dato di fatto». A dispetto di chi pensa che la difficoltà di abituarsi alla nostra lingua e alle nostre tradizioni rappresenti un’ostacolo alla preparazione di questi ragazzi.