Allevi sinfonico arriva agli Arcimboldi

Quinto album e subito un nuovo tour. Giovanni Allevi non si ferma mai: appena il 25 maggio scorso, al San Carlo di Napoli, ha chiuso il suo «Allevilive tour» e un mese dopo eccolo nuovamente sul palco per una nuova esibizione. Questa volta agli Arcimboldi di Milano, dove presenterà il suo nuovo prodotto «Evolution», primo cd in cui il pianista ascolano non suona più da solo ma insieme ad un'orchestra sinfonica. Evoluzione in tutto e per tutto, musicale e personale.
L'accoppiata piano-orchestra, a dire il vero, non è un vero e proprio inedito della sua produzione, poiché lavori per solista e orchestra Allevi ne aveva già realizzati negli anni passati e che adesso vengono inseriti appunto nel progetto Evolution. Tipo, le foglie di Beslan, composizione scritta in ricordo delle vittime di quella strage: commissionatagli dall'Orchestra Sinfonica Siciliana, la suonò poi al Politeama di Palermo insieme a quegli orchestrali e rappresentò, già nel 2005, il suo esordio in questo senso. Come pure la suite in 5 movimenti Angelo Ribelle o i due dei 300 Anelli, entrambe composizioni del 2007 già eseguite dal vivo dall'autore insieme all'ensamble de I Virtuosi Italiani. Adesso fanno tutte parte del nuovo cd e di sicuro riproposte nel concerto di martedì agli Arcimboldi. Un concerto di «nuova musica classica contemporanea», come preferisce catalogarlo Allevi stesso, un nuovo «figlio dell'evoluzione». Perché, specifica sempre l'autore, «non si può scrivere il futuro se non si comprende la storia da cui veniamo». Quindi, un classico letto in chiave moderna, con suoni e ritmi inediti. Un modo nuovo, fresco, accattivante di proporre musica «colta» che tanto piace al pubblico contemporaneo, quello che affolla ormai ogni concerto di Allevi e ha già decretato il successo di Evolution dopo appena due settimane di uscita nei negozi.
Chi andrà agli Arcimboldi sa che non ascolterà due ore di musica sinfonica tout court, che non andrà incontro a un dejà-vu o un dejà-ecouté, perché sennò tanto valeva propendere per una serata all'Auditorium. Ciò che verrà proposto sarà qualcosa di assolutamente inedito e quanto mai al passo coi tempi, dissociato in toto dai dettami della precedente letteratura sinfonica. Sarà di sicuro musica capace di emozionare e regalare due ore (minimo, dipenderà dai bis) di puro piacere per orecchie, cuore e mente. La dimostrazione sonora che si possa ancora produrre della musica classica di alto livello senza dover compiacere a tutti i costi i dettami del passato. L'evoluzione della specie non può e non deve escludere quella dei musicisti. In questo senso, Allevi è l'homo sinphonicus per eccellenza.