Ambrogino alle mamme del Rubattino Premiati anche Aldo Giovanni e Giacomo

Le massime onoreficenze milanesi sono state assegnate anche per il 2010. Con meno polemiche e ritardi rispetto agli ultimi anni

Milano - Dopo qualche giorno di trattativa finalmente si è arrivati alla decisione. Un Ambrogino d’oro alla Casa della Carità, che accoglie i rom sgomberati, e uno alla squadra dei vigili che ha il compito di eseguire gli sgomberi. Questo il compromesso che ha reso possibile l’accordo bipartisan sulla lista dei milanesi benemeriti che il Comune di Milano premierà il 7 novembre, giorno della festa patronale. La commissione presieduta da Manfredi Palmeri, dopo la fumata nera di ieri sera e cinque ore di trattative riprese in mattinata, ha deciso su proposta del centrosinistra, di tributare la Medaglia d’oro, normalmente riservata ai cittadini, alla fondazione guidata da don Virginio Colmegna che aiuta nomadi e bisognosi e che è entrata in polemica con il Comune per la gestione del campo di Triboniano. Ma contemporaneamente il consiglio comunale ha deciso di premiare con un Attestato anche l’unità Problemi del territorio della polizia municipale che si occupa proprio dello smantellamento degli accampamenti rom abusivi. Accanto agli agenti un attestato sarà riservato alle mamme del quartiere di Rubattino, che lo scorso inverno si presero cura dei bambini rom sgomberati dal campo abusivo. Tra gli altri premiati figurano Liliana Segre, superstite di Auschwitz, che riceverà la Grande medaglia d’oro, l’ex direttore di Avvenire Dino Boffo, l’arcivesco emerito di Bologna Giacomo Biffi, l’ex questore Vincenzo Indolfi, lo chef Gualtiero Marchesi, il trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo, l’editrice Rosellina Archinto, la ginecologa Alessandra Kustermann, il jazzista Enrico Intra.

"Sono contenta per la Casa della Carità ha lavorato molto bene ed è una realtà molto importante nella nostrà città", dice il sindaco Letizia Moratti sull’Ambrogino d’oro assegnato alla fondazione guidata da Don Virginio Colmegna di cui il primo cittadino sottolinea anche la capacità di integrazione. Il sindaco rileva in particolare come la Casa della Carità lavori bene "sia per quanto riguarda tutto l’aspetto che attiene i rom sia" in relazione "all’integrazione nel quartiere in cui opera. Ho avuto modo di andarci tante volte e ho sempre visto - aggiunge Moratti a margine di un covegno dei 'Giovani per l’Expo' all’università Cattolica - una bella partecipazione di anziani che stanno insieme a ragazzi in difficoltà ed anche ad extracomunitari: è un arrichimento reciproco nel quartiere".