Amelia Rosselli, omaggio poetico a una «sregolare»

La sua non è certo una poesia «facile» - per quanto un aggettivo del genere sia improprio per un’opera letteraria, e poetica in particolare. E del resto la sua stessa esistenza fu «difficile», «sregolare». «Fuori-formato». Quando morì, suicida, l’11 febbraio 1996 (stesso giorno di Sylvia Plath, poetessa che la Rosselli tradusse e amò), gettandosi dalla finestra della sua vecchia casa di via del Corallo, nel centro di Roma, la stampa alzò la voce e la critica la abbassò: il «personaggio» e la sua fine spiazzavano e imbarazzavano. Oggi, però, si torna a parlare, pacatamente, di quella che è diventata (quasi per destino affermava Giovanni Giudici) una delle voci poetiche più alte e anomale del nostro Novecento.
Andrea Cortellessa, tra i giovani critici uno dei più attenti e impegnati, è il curatore del volume-omaggio La furia dei venti contrari (Le Lettere) con molti testi inediti e dispersi dell’autrice, una scelta della sua opera grafico-pittorica (sinora del tutto sconosciuta) e persino un documentario in dvd realizzato da Rosaria Lo Russo e Stella Savino dal titolo E l’assillo è rima che ripercorre la vita di Amelia Rosselli recuperando vecchie interviste, reading, testimonianze. Non solo. In occasione della presentazione milanese del volume, domani al Teatro “i”, il meglio della poesia italiana contemporanea (ri)leggerà pubblicamente le poesie più belle della scrittrice errabonda che Pier Paolo Pasolini definì «questa specie di apolide, dalle grandi tradizioni famigliari di Cosmopolis» (nata nel 1930 a Parigi, dove il padre, l’antifascista Carlo Rosselli, era costretto all’esilio e dove fu assassinato nel ’36 insieme al fratello Nello dai sicari di Mussolini, Amelia visse successivamente tra Svizzera, Stati Uniti, Inghilterra, Firenze e Roma).
Orchestrati da Aldo Nove - erede confesso di una parte, quella neoavanguardista, dello spirito e della poesia di Amelia Rosselli - una trentina di poeti si confronterà con i versi plurilingue dell’autrice della Libellula. In prima fila: Franco Buffoni, Maurizio Cucchi, Tomaso Kemeny, Alda Merini, Giampiero Neri, Daniele Piccini, Edoardo Zuccato. Per tentare di riassemblare - cosi come le lettere che compongono il titolo del documentario E l’assillo è rima, anagrammate, restituiscono il nome della scrittrice - la vita e l’opera di uno spirito sfuggente e nomade.
Milano legge Amelia Rosselli
Teatro “i” (via Ferrari 11)
domani
ore 18 documentario
ore 20.30 reading poetico
Info: 02-8323156