«Amianto, entro il 2017 non ce ne sarà traccia»

Si nasconde molto amianto tra i palazzi di Milano. Il più pericoloso è quello friabile. Si sfalda, col tempo si sbriciola come un biscotto e basta un movimento d'aria perché si disperda nell'ambiente. Quello compatto invece ha una matrice addensata e non è facile spezzarlo.
L'ultima rilevazione aerofotogrammetrica del Comune risale al Duemila e rivela la presenza di 1,7 chilometri quadrati di amianto in tutta la città.
«Purtroppo però è una misurazione parziale - chiarisce Susanna Cantoni dell'Asl - perché con questo sistema ad esempio, non compare quello nelle cantine, le lastre in verticale e quello friabile».
Tutti i tipi di amianto sono nocivi e i suoi danni, si ripercuotono sui lavoratori che ogni giorno si trovano ad averci a che fare, ma anche sui cittadini che spesso, come si può vedere da queste piantine della città, inconsapevolmente vivono a pochi metri da strutture fabbricate con amianto: tubazioni dell'acqua calda ad esempio, impianti di termo ventilazione, tettoie e ancora, sottotetti. Il danno è direttamente proporzionale all'esposizione. Dal 1999 al 2007, a Milano sono stati registrati 134 casi di absestosi e placche pleuriche e 235 casi di mesoteliomi, malattie tipicamente provocate da un'eccessiva esposizione ad amianto. L'ottanta per cento dei casi di mortalità è connesso all'attività professionale, tra le più a rischio quelle legate all'edilizia e alla metalmeccanica.
«Dal 1992 è stato vietato l'utilizzo dell'amianto - continua la Cantoni - ma il problema è riuscire ad individuare quello che era stato usato nell'edilizia, per bonificarlo». L'obiettivo della Regione: eliminarlo tutto entro il 2017. «Per questo oltre ai controlli ordinari, stiamo mandando delle lettere a tutte le strutture pubbliche chiedendo di indicarci l'eventuale presenza di amianto, quindi dall'anno prossimo ci rivolgeremo anche agli amministratori di condominio».
Il sistema è semplice: chi non risponde alla lettera dell'Asl, riceverà il controllo degli appositi addetti dello Spsal (Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) diretto dalla Cantoni che dal 2007 ha già vigilato sulla rimozione in sicurezza di oltre tremila tonnellate di amianto che per capire, equivalgono alla quantità che può trasportare un treno merci lungo più di mille e 200 metri.
I cittadini invece, possono rivolgersi ad Amsa, che dal 2003 ha stipulato una convenzione con il Comune di Milano per offrire un servizio (numero verde 800332299) di raccolta e smaltimento dei manufatti in amianto di uso domestico come fioriere, davanzali, piccole tettoie, lastre e pannelli.
Un po' di numeri per farsi un'idea della quantità di amianto con cui conviviamo: nel 2007 Amsa ha raccolto 170mila e 600 chili di amianto e fino a settembre scorso quasi 70mila chili.