Anche convention nel «cartellone» degli Arcimboldi

Roberto Bonizzi

Non solo teatro. Convegni e convention nel futuro degli Arcimboldi. Sono queste le linee di indirizzo che filtrano dal gruppo di lavoro (composto da Comune, Provincia, Regione e Fondazione La Scala) in fase di valutazione sulla destinazione futura del complesso, costruito per sostituire il Piermarini in fase di restauro.
Le istituzioni stanno stilando lo Statuto della Fondazione che dovrà gestire l’Arcimboldi. C’è già l’accordo sull’inquadramento futuro. «Vogliamo in cartellone spettacoli di grande qualità - sottolinea l’assessore alla Cultura di Palazzo Marino, Stefano Zecchi - abbinati a una programmazione di diversi generi. Balletto, operetta, musical, jazz, musical leggera d’autore, e, perché no, anche convegni e convention».
Oltre all’uso non strettamente artistico dell’Arcimboldi, una novità assoluta, durante lo studio dei tecnici emergono anche le cifre relative al complesso della Bicocca. Il teatro chiuso, che dal 1º settembre sarà utilizzabile da parte del Comune, costa alle casse pubbliche tra i 150 e i 200mila euro ogni mese. Due milioni di euro l’anno, comprese le spese di vigilanza, riscaldamento e garanzie. «Per questo - prosegue Zecchi - cerchiamo di sfruttare al massimo gli Arcimboldi, che sono un patrimonio della città di Milano. Un teatro che potrebbe attrarre spettatori in tutta la Regione, magari coinvolgendo un pubblico giovane».
Secondo i calcoli del Demanio per la locazione del complesso della Bicocca si potrebbero ricavare 800mila euro. Ma non è questo l’orientamento scelto da Palazzo Marino. I tecnici hanno anche stabilito quale sarebbe un punto di equilibrio annuale sostenibile da parte dei soci, che secondo lo Statuto dovrebbero versare 250mila euro come quota di ingresso nella Fondazione. Il deficit che andrebbe a pesare sulle spalle dei soci fondatori, in un contesto di normale attività culturale, si aggirira intorno ai due milioni di euro.