Anche gli sciti nel mirino di al-Qaeda: «Sono peggio dei crociati e degli ebrei»

Le divisioni nel mondo islamico si fanno manifeste in Yemen, dove preoccupano i ribelli del Nord. Un esponente di spicco dei terroristi di bin Laden li attacca sul Web: «Hanno aiutato gli americani a entrare in Iraq e Afghanistan e uccidono i sunniti in Iraq incitando all'odio»

Uno degli esponenti di spicco di al-Qaeda nella penisola araba, Muhammad bin Abdel Rahman al-Rashed, ha attaccato con forza lo sciismo criticando in particolare i ribelli del nord dello Yemen guidati dall'imam Abdel Malik al-Houthi. L'esponente di al-Qaeda, rifugiato nell'area tribale dello Yemen, ha diffuso su Internet un messaggio audio nel quale parla del «pericolo dello sciismo per la nazione islamica». «Dopo i crociati, gli sciiti sono il secondo pericolo per la nazione islamica - afferma -. Come dicono molti ulema, loro sono più pericolosi degli ebrei e dei cristiani. Hanno aiutato gli americani a entrare in Iraq e Afghanistan e uccidono i sunniti in Iraq incitando all'odio contro di loro. Chiedete alla gente dell'Iraq, a Taji o a Diyala, cosa fanno gli sciiti. Hanno stuprato molte donne musulmane e incarcerato molti sunniti. Abbiamo parlato con diversi fratelli nelle carceri irachene che ci hanno raccontato delle torture subite dagli sciiti. Usano gli elettrodi per torturare i sunniti, uccidono i figli davanti alle loro madri e danno fuoco ai loro corpi. Di questo ci aveva già avvertito lo sceicco Abu Musab al-Zarqawi». L'esponente jihadista se la prende anche con gli Hezbollah libanesi, accusati di aver preso il potere a Beirut a discapito dei sunniti. E a proposito dello Yemen, afferma che la stessa prevaricazione è stata messa in atto dai seguaci di al-Houthi: «Non vedete e non capite cosa fanno i seguaci di al-Houthi nello Yemen? Quello che fanno contro i sunniti a Sada, dove hanno assunto il controllo di alcune zone con la forza?».