«Anche Serravalle è colpevole se il traffico va in tilt»

Serena Coppetti

«Quello che dispiace è che non siamo riusciti ad avere tutto finito: la viabilità è risolta solo al 65 per cento». Manlio Armellini, amministratore delegato di Cosmit - l’ente che organizza il Salone del Mobile - non nasconde una certa amarezza mista ad un po’ di preoccupazione. Il debutto a Rho Pero coinvolgerà circa 200 mila persone, almeno la metà dei quali dice arriveranno o in auto o con i mezzi pubblici».
Il nodo cruciale dove potrebbe essere?
«L’intoppo è legato soprattutto alla Serravalle dove per le note questioni non è mai stato aperto il cantiere. Ci dovremo adattare. Ci era stato assicurato che tutto sarebbe stato consegnato nei tempi previsti invece non è così. I lavori per le connessioni autostradali sono in ritardo. Noi abbiamo aumentato il più possibile la segnaletica. Ma è tutta un incognita. Abbiamo calcolato che a seconda delle file in taxi si può spendere da un minimo di 15 a un massimo anche di 50 euro».
Piani di emergenza?
«Un mese fa ho incontrato il prefetto che si è dimostrato sensibile alla questione. Così abbiamo predisposto un comitato interforze al quale partecipa prefettura, polizia stradale e Anas per il controllo della viabilità. Anzi. FieraMilano si è data da fare moltissimo e ha lei stessa retribuito almeno una ventina di pattuglie di polizia locale milanese che vada ad affiancare gli agenti messi a disposizione dai Comuni di Rho e Pero. In tutto ci sono a disposizione una cinquantina di pattuglie. Spetterà a loro ad esempio avvertire gli automobilisti di un eventuale affollamento ai parcheggi...»
Si potrebbe verificare anche questo?
«Rispetto alle previsioni ci sono ad oggi ottomila posti auto in meno: 17mila contro i 25mila del progetto che saranno pronti nel 2007».
Allora tutti in metrò
«La metropolitana per noi sarà a regime nel 2007. È stata collaudata da pochi mesi ma non basta. Ho fatto aumentare il numero delle vetture e ho chiesto che i tempi siano contenuti. Spero almeno sotto i due minuti di attesa».