Antonveneta, Forleo: "Scalata illecita, complicità istituzionali"

Nella motivazione della sentenza sul patteggiamento di Fiorani e soci per la scalata al gruppo bancario il giudice accusa: "Complicità di esponenti delle istituzioni, alcuni dei quali riluttanti ad ammettere le proprie debolezze"

Milano - Depositate oggi le motivazioni da parte del gip Clementina Forleo con cui ha concesso alla Bpi di patteggiare la pena nell’ambito della mancata scalata ad Antonveneta. Decisiva per il giudice la somma di 94 milioni di euro ai quali si aggiungono 1,26 milioni di sanzione pecuniaria e 330mila euro messi a disposizione da Bpl Suisse. Il versamento di denaro in un conto vincolato a favore del procedimento ha consentito a Bpi di patteggiare e dunque di portarsi fuori dal caso giudiziario.

Complicità istituzionali "C’è una evidente ammissione da parte di Bpi dell’illiceità dell’operazione che si stava conducendo per scalare altri istituti bancari in totale spregio delle regole poste a presidio del mercato - e con esso dei medi e soprattutto piccoli risparmiatori - con la complicità di esponenti del mondo istituzionale, alcuni dei quali pervicacemente riluttanti ad ammettere le proprie debolezze e ad accettare dignitosamente che in uno Stato di diritto debba valere il principio di cui all’art. 3 della Costituzione". Lo scrive il gip milanese Clementina Forleo, nel ricostruire la vicenda della scalata della Banca popolare italiana, ex Bpl, ad Antonveneta e a spiegare i motivi della decisione di convalidare il patteggiamento da parte della banca che fu di Fiorani attraverso la messa a disposizione di 94 milioni di euro.

Ritorno alla legalità "La disponibilità della Bpi ad ammettere l’illiceità di tale operazione si inserisce sicuramente nello spirito di rinnovamento dell’istituto", scirve il gip Forleo. Il giudice ha sottolineato che le ammissioni dell’istituto di credito lodigiano si inquadrano "nello sforzo di recuperare in pieno, a tutti i livelli e in ogni comportamento una 'cultura della legalità'" prendendo così le distanze da chi tale cultura continua a rifiutare". Il giudice ha anche ricordato che dopo il settembre del 2005 i vertici della banca "sia direttivi che amministrativi sono stati completamente sostituiti e rinnovati e sono state attuate rilevanti modifiche all’ organizzazione e alla governance dell’ istituto". Il giudice Forleo ha anche evidenziato che Popolare Italiana "ha eliminato le carenze organizzative mediante l’ adozione e l’attuazione di un nuovo modello di organizzazione e di gestione, idoneo a prevenire i reati della specie di quelli in questione".