Aprono la porta all’assassino Due anziani uccisi in casa

Chi poteva volere la morte di un tranquillo ingegnere di 81 anni, in pensione e pure malato e della sua compagna sudamericana di tre anni più giovane? Chi li ha massacrati con ferocia? Due domande terribili per un giallo in piena regola che scuote la Brianza ancora mezza vuota per le vacanze.
La scoperta dei due corpi un minuto prima delle 14 di un giorno qualunque di inizio d’anno. Come ieri. Quando il fidatissimo collaboratore domestico filippino e l’assistente della vittima decidono di andare a vedere perché la coppia non rispondeva più al telefono e al citofono. L’uomo aveva infatti contattato la segretaria, l’unica a disporre delle chiavi d’ingresso, e insieme sono entrati nella villetta-studio di via Adige 23 a Vimercate. Dentro il silenzio è rotto solamente dal ronzio di sottofondo di un televisore. Come altre volte. Sul fornello una pentola con dell’acqua e la tavola apparecchiata pronta per il pranzo.
Anche all’ingresso dunque ogni cosa è al suo posto. Ma la verità è nel soggiorno di casa. Pochi passi e le due figure «adagiate» innaturalmente sulle poltrone, una a fianco all’altra. Antonio Campanini, 81 anni, ingegnere in pensione ha delle profonde ferite alla testa e Azucena Moreno Laino, 78 anni di origini sudamericane, sua compagna da ormai un decennio, al volto. All’inizio si ipotizza l’omicidio-suicidio, ma non c’è traccia dell’arma, un coltello o un corpo contundente, usato dall’assassino per uccidere la coppia. Assassino fatto entrare dalla coppia, in quanto i carabinieri non hanno trovato segni di scasso su porte e finestre.
Le due vittime erano molto conosciute in città, soprattutto l’ingegnere. Da anni lavorava nel settore immobiliare ed era stato lo «storico» direttore dei lavori di un grosso costruttore brianzolo. Una ventina di anni fa aveva subito un ictus e da allora, anche per le progressive difficoltà di camminare, aveva ridotto la sua attività commerciale. Attività portata avanti dal figlio pure lui ingegnere.
Gli accertamenti e gli interrogatori sono continuati tutta la notte. I carabinieri della Compagnia di Vimercate e Vincendo Nicolini, il magistrato monzese di turno in Procura hanno interrogato per tutta la notte il domestico, la segretaria e alcuni vicini di casa per capire se ci fossero ombre nella vita dell’ingegnere e della donna, inizialmente badante e da cinque anni compagna dell’ingegnere.