Arengario Manca pubblicità Buco da un milione di euro

Il «buco» all’Arengario ha superato ormai il milione di euro. Nessuna voragine nei lavori in corso: la creazione del Museo del Novecento procede secondo la tabella di marcia. Il problema riguarda piuttosto quel 50% di incassi dalla pubblicità all’esterno che spetterebbero al Comune, 1.400 metri quadri di affissioni che fanno da ornamento al cantiere più il maxischermo da 500 metri quadrati che copre la facciata dell’Arengario e proietta spot 24 ore su 24. Più istituzionali che commerciali: vanno in onda soprattutto iniziative e spettacoli del Comune. «La crisi del mercato non ha risparmiato il settore pubblicitario - ammette il consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio De Pasquale, che da presidente della commissione Lavori pubblici ne convocherà una domani proprio su questo tema -. I teloni non sono stati molto richiesti e il concessionario ha accumulato un debito col Comune e ora non vorremmo che si concedesse una “sanatoria“ in cambio degli spot riservati fin qui alle iniziative di Palazzo Marino sul videowall. Era nei patti che si trattava di pubblicità gratuita, quindi l’amministrazione non conceda questa via d’uscita al privato per non pagare». Nel 2007 il Comune con un’asta pubblica ha concesso l’utilizzo degli spazi pubblici sul cantiere alla cooperativa Cmsa, che a sua volta ha affidato la gestione di teloni e maxischermo alla Urban Screen. Ma De Pasquale fa presente che «già l’offerta iniziale era già esagerata, 120mila euro di affitto al mese più una percentuale sui ricavi dalla pubblicità». Poi è arrivata la crisi, e la risposta del mercato è stata molto sotto le aspettative. Il debito nei confronti della cooperativa, e di rimando il Comune (a cui spetta il 50% dei proventi dalla pubblicità) si è accumulato, la vicenda è già finita in tribunale. Nessun problema per i lavori che, assicura l’assessore Bruno Simini, «procedono a pieno ritmo. Per il restauro, il problema pubblicità è assolutamente ininfluente»