«Arruoliamo volontari per proteggere i musei e tenerli aperti di sera»

(...) e sono gusci, mi spiego: sono “nidi“ nel senso che servono alla primavera, alla diversità dei luoghi artistici, i “gusci“, invece, sono la protezione che ci offrono dal quotidiano e dell’ordinario. È bene dunque vivere i beni culturali non come gusci vuoti ma come nidi, per questo penso che per la loro tutela non servano i militari ma i volontari. Sto infatti stringendo un accordo con i volontari del Touring perché ci aiutino a tenere aperti tutti i luoghi della cultura milanese e, soprattutto a cambiare gli orari: i musei sono aperti mentre la gente lavora e chiusi quando le persone sono libere. Con il presidente del Touring e i sindacati ho parlato anche di questo: i volontari potrebbero integrare il nostro personale».
Dove allora la loro presenza è più urgente?
«Un esempio di pura follia: non si può passare dal Museo archeologico alla chiesa di San Maurizio, nonostante siano attigue, perché una porta le separa e nessuno la sorveglia. Ecco allora che basterebbe avere un volontario al controllo del passaggio, permettendo così a chiunque di godere della doppia visita. A proposito di archeologia, invece, per il 2013, anno in cui festeggeremo l’Editto di Costantino, come momento importante per l’identità cristiana di Milano, porteremo alla luce il patrimonio archeologico della città. É giunto il momento di valorizzare il percorso archeologico dell’antico Circo romano, ma mancano i fondi. Sto stringendo, però, un accordo di programma con il Ministero per i Beni Culturali: il ministro Bondi è molto favorevole al progetto».
Un altro esempio di bene culturale a rischio?

«L’Arena: durante un mio recente sopralluogo mi sono accorto che non viene pulita adeguatamente. Va sorvegliata e curata perché a rischio vandalismi. Inoltre è poco conosciuta dai turisti. Ecco allora che in calendario per giugno ho messo una rassegna di teatro greco e romano, in particolare penso a una rassegna su Seneca e a qualche tragedia greca. Recuperiamo i luoghi dell’antichità - penso anche a San Lorenzo - con testi ispirati a quei luoghi».
Ancora?
«Alla Galleria di arte moderna, che ha sede a Villa Reale in via Palestro, per insufficienza di personale non si possono tenere aperte contemporaneamente tutte le sale. Ecco allora che i volontari potrebbero venire in aiuto del Comune. La villa, sconosciuta ai più, è la più frequentata dai turisti perché ha ingresso libero. Non solo: per rilanciarla ho intenzione di creare una “Galleria di arte moderna 2“ a Palazzo Dugnani, con le opere che sono nei depositi e nei magazzini del Comune. Ho già dato incarico ai miei uffici di cercare un altro luogo per i matrimoni. I giardini di Porta Venezia diventeranno così un parco culturale con un polo scientifico - Planetario e Museo di storia naturale -, l’arte contemporanea al Pac, un’unita storica alla Gam e un’unità ludica nel parco giochi. Ma non è finita».
Il programma è già ambizioso, cos’ha ancora in mente per il 2009?
«È più che mai urgente recuperare e valorizzare i Navigli, se l’acqua diventerà il simbolo dell’Expo. A questo proposito ho già parlato con il presidente della Regione Roberto Formigoni per studiare un progetto».