Asili, l’esame dell’udito si fa con un videogioco

Il test permette di scoprire i disturbi precoci. L’assessore Simini: «Sarà esteso a tutte le scuole materne»

Barbara Carrer

Molto interesse, curiosità, qualche esitazione dovuta al fatto di relazionarsi con una persona nuova. Queste le reazioni dei bambini milanesi delle prime tre scuole dell’infanzia coinvolte nel progetto «Eargames», reso possibile dalla collaborazione tra Comune, Rotary Club e Ospedale di Niguarda. Si tratta di un controllo dell’udito («screening audiologico» il nome medico) che permette di conoscere precocemente quelle patologie lievi che, se scoperte tra i 4 e i 5 anni, sono facilmente guaribili. «Il nostro obiettivo - ha spiegato Bruno Simini, assessore all’Educazione e Infanzia, nel corso della presentazione dell’iniziativa - è evitare ai nostri bambini (compresi quelli di nazionalità straniera che molto spesso non hanno eseguito il controllo neonatale) quei problemi che, con la crescita, possono riguardare, non solo la salute, ma anche l’apprendimento, la socializzazione, la qualità della vita. A questo scopo - continua il rappresentante di Palazzo Marino - abbiamo deciso di estendere a tutte le scuole materne della città il rilevamento già compiuto a maggio su un campione di circa 230 ragazzini. Tra questi, 61 sono stati invitati presso il centro di Otofoniatria e il 20% ha presentato patologie lievi».
Il test, della durata di circa 6 minuti, avviene sotto forma di gioco, a scuola, con l’assistenza di un’operatrice e dell’insegnante, per mettere i bimbi il più possibile a proprio agio. Ognuno si cimenta in un videogame (nella variante dell’auto da corsa o della barchetta) nel corso del quale, ad ogni impulso sonoro ricevuto, è invitato a premere un pulsante. La mancata, tarda, o immotivata pressione, viene registrata dal computer e resa nota alla struttura medica. Questa, se lo riterrà opportuno, inviterà la famiglia del testato ad una visita gratuita dal professor Ezio Colombo, primario del reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Niguarda. L’accertamento stabilirà se il problema è dovuto ad una causa banale (come un tappo di cerume o un raffreddore) oppure a qualcosa di più serio. «Lo screening viene fatto senza la presenza del medico - precisa Giulio Koch, presidente del Rotary Club - che, oltre a far lievitare i costi, intimidirebbe, con il suo camice bianco, i piccoli esaminati».
«È molto importante - conclude Simini - dare alle famiglie la sensazione che le istituzioni non si preoccupino dei bambini solo nelle situazioni di emergenza, ma che riservino al mondo infantile delle attenzioni costanti e preventive al disagio».