Asili, le maestre non mollano. Moioli: "Da lunedì assumiamo"

La protesta delle educatrici davanti a Palazzo Marino: "Il personale è troppo poco"

Il Comune presenta i progetti educativi per gli alunni. Tanti e belli. Ma nel frattempo le educatrici dei nidi e delle materne protestano. «L’emergenza continua - reclamano durante il sit-in organizzato di fronte a Palazzo Marino - Abbiamo dati precisi che smentiscono la tranquillità dichiarata dall’amministrazione sui nidi e sulle materne». Così spiega, a nome delle colleghe, Tatiana Cazzaniga della Cgil. «Non hanno coperto i vuoti di organico - protesta - e anche se abbiamo fatto e continuiamo a fare segnalazioni sia alla direzione Famiglia sia alla direzione Risorse umane, assistiamo solo a un rimpallo di competenze. C’è una grave mancanza di personale, soprattutto in periferia, dove i bambini hanno più bisogno». Le maestre parlano di nidi con dodici lattanti e appena due educatrici per accudirli, di assistenza scarsa per i bambini disabili.
E, come atto estremo di protesta, dopo settimane di tensione e di trattative a denti stretti, decidono di abbandonare la sala del convegno convocato per presentare le iniziative delle scuole. «Lo abbiamo fatto - spiegano - in accordo con tutte le sigle sindacali». Non finisce qui, assicurano: «Seguiranno iniziative di protesta» assicura la Cazzaniga.
Non perde le staffe ma, al contrario, usa parole rassicuranti l’assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli, che fissa anche una data per colmare il «vuoto» di personale: «Lunedì assumiamo» assicura, secca per mettere fine alle polemiche stra consumate sull’argomento. «Così - precisa - mi assicura il direttore delle Risorse umane Luigi Draisci». I posti vuoti sono 66 per le educatrici delle materne su 2.014 e 54 per i nidi su un organico di 1.144 maestre.
Il «rabbocco» di personale servirà anche a realizzare i progetti educativi per le scuole: in tutto 108, destinati a oltre 70mila bambini tra materne, elementari e medie. Le proposte, dai laboratori alle mostre, serviranno ad avvicinare gli alunni alla natura, all’alimentazione corretta, alla salute, all’arte e, perché no, anche alla giurisprudenza, con mini lezioni in cui si insegna cosa sono la giustizia, la legalità e il diritto.
I progetti «extra scuola» saranno anche l’occasione per affrontare il tema dell’alimentazione in vista dell’Expo 2015 e per formare la generazione dei futuri 30mila volontari che fra sette anni parteciperanno alle iniziative della kermesse internazionale. Si parlerà di raccolta differenziata, rispetto degli animali e dell’ambiente, di droghe e della storia di Milano e delle sue acque, ora sotterranee. Verrà aumentato il numero degli orti nei giardini delle scuole e gli alunni coltiveranno la terra insieme ai loro nonni. «Abbiamo in progetto - precisa la Moioli - la riqualificazione dei giardini delle scuole e ci sono già 18 progetti».
L’assessore è anche tornata a parlare delle scuole civiche per rispondere ai timori sulla chiusura di alcuni corsi: «Non possiamo tenere 12 classi in cui ci sono in tutto 17 alunni. Avere classi con due alunni non è concesso dalla legge, che anzi impone almeno otto iscritti. A tutti viene data una opportunità formativa secondo le indicazioni che ho ricevuto dalla Commissione consiliare Scuola, attraverso una collaborazione significativa con l’Ufficio scolastico provinciale». La Moioli assicura che non ci sarà «nessuna conclusione dell’esperienza delle scuole civiche di Milano, come è stato paventato: è puramente strumentale. Noi razionalizziamo soltanto».