Assad ammette: "L'esercito ha commesso errori" E anche la Svizzera sanziona il regime siriano

Il presidente siriano ammette gli errori commessi dalle forze di sicurezza. La Svizzera impone limiti alla vendita delle armi e congela i beni di 13 membri del governo, tra cui lo stesso Assad. Flop dello sciopero, ma le proteste continuano. <strong>Foto: <a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/scoperta_fossa_comune_deraa/id=3099... target="_blank">Scoperta una fossa comune a Deraa
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Damasco - Bashar al Assad ammette: le forze di sicurezza siriane hanno commesso degli errori durante le manifestazioni antigovernative in corso nel Paese dallo scorso marzo - che hanno causato oltre 850 vittime - e migliaia di agenti verranno sottoposti ad un periodo di ulteriore addestramento. Le dichiarazioni del presidente siriano sono state riportate dal quotidiano arabo Al Watan.

Sanzioni dalla Svizzera Dopo l'Ue, anche la Svizzera ha imposto sanzioni alle autorità siriane a causa della continua repressione delle manifestazioni. In particolare, il governo di Ginevra ha approvato una misura che prevede il limite della vendita di armi alla Siria, il congelamento dei beni del regime e il divieto di recarsi in Svizzera per 13 importanti membri del governo di Damasco, tra cui ci sono anche il presidente Bashar Assad e il fratello Maher. Inoltre le banche svizzere che conservano asset di uno qualsiasi dei 13 esponenti del regime dovranno dichiararli immediatamente al governo. In realtà, l'embargo di armi non avrà effetti immediati perché Ginevra non esporta materiale bellico alla Siria da oltre 10 anni. In questo modo la Svizzera ha aderito alle sanzioni imposte dall'Unione europea il 9 maggio scorso.

Ma nel Paese vince la paura Lo sciopero generale indetto per oggi dagli attivisti siriani è stato però per lo più ignorato. "La gente ha paura a esporsi in questo modo. Non presentarsi al posto di lavoro significa essere contro il regime - afferma un impiegato di Damasco - non possiamo rischiare". Così nel Paese la maggior parte delle scuole sono rimaste aperte e il sistema dei trasporti e gli uffici amministrativi sembrano funzionare normalmente. Nei centri storici di Homs e Damasco sono pochissimi i negozi chiusi anche perchè, come spiega un commerciante di Homs, "l’Esercito ha minacciato di incendiare i negozi chiusi". La scelta di indire una giornata di sciopero generale è un nuovo segnale nella strategia degli attivisti. In risposta alla repressione brutale in atto da metà marzo in Siria, il mercoledi e il venerdi dovrebbero diventare giorni significativi per questa rivoluzione. Se la giornata di sciopero indetta per oggi ha deluso gli attivisti la protesta va avanti e, oltre all’imponente mobilitazione in corso in queste ore all’Università di Aleppo (da dove arrivano notizie di arresti), nel pomeriggio altre proteste sono previste in tutto il Paese.

Oggi i funerali delle vittime della fossa comune Si celebreranno nel pomeriggio i funerali delle vittime sepolte nella fossa comune scoperta ieri vicino al cimitero di Deraa, a sud di Damasco. Secondo alcuni testimoni, sarebbero circa 40 i corpi ritrovati nella fossa. Dopo la scoperta della fossa comune l’esercito ha subito circondato la zona imponendo il coprifuoco e permettendo ai cittadini di uscire di casa solamente per due ore al giorno. "La situazione qui a Deraa è insopportabile - dichiara l’attivista siriano, Nur al Ugli - L’esercito in realtà non ha mai lasciato Deraa e in questo momento molti familiari delle vittime delle proteste stanno subendo arresti e torture". Ieri il ministero degli Interni siriano ha smentito la notizia della presenza di una fossa comune nella città.