AUDREY HEPBURN Elegante nell’anima

Inaugurato per l’occasione il nuovo spazio culturale «White Star Adventure» in piazza Meda angolo Belgioioso

Un ritratto intimo, autentico e commovente che soltanto un figlio può tratteggiare. Così Audrey Hepburn, icona dello stile negli anni Cinquanta e Sessanta e stella del cinema, nonchè ambasciatrice dell’Unicef, è stata ricordata attraverso un libro della casa editrice «White Star Adventure» (Tea 25 euro, 240 pagine) dal figlio Sean Hepburn Ferrer. Questo libro è un omaggio all’Audrey diva del cinema, interprete di pellicole memorabili e nello stesso tempo all’Audrey donna che è stata anche un’instancabile operatrice umanitaria.
La storia della sua vita la troviamo racchiusa nel bel volume «Audrey Hepburn. Un’anima elegante», un punto di partenza per una campagna si sensibilizzazione promossa dall’Unicef e dalla Audrey Hepburn Children’s Fund al quale ha partecipato anche il produttore discografico Livio Giacomi per la realizzazione del disco «All Children in school», anch’egli presente alla neonata libreria di piazza Meda angolo piazza Belgioioso, la «White Star adventure», con l’intento di coinvolgere le scuole. «All Children in school» è un progetto discografico, una compilation di musica etnica per puntare su un lavoro di sensibilizzazione delle coscienze attraverso le note. «L’obiettivo che il progetto si è proposto - di scolarizzare 100 milioni di bambini in dieci anni - non è quello della mera raccolta finanziaria ma della vera consapevolezza di tutto il mondo occidentale. Due le linee direttrici, una è la musica «world» erroneamente ritenuta «minore» a simbolo dei paesi non emergenti (la cui infanzia è al centro degli obiettivi solidaristico-formativi) e i testi delle canzoni qui raccolte. «Nella compilation ci sono anche musiche di noti compositori come Caetano Veloso, Dulce Pontes. Una ricerca che è partita da molto lontano e che raccoglie il meglio del settore. Siamo fieri di essere un punto vendita di questa iniziativa perché mi auguro che gli studenti milanesi possano conosce da vicino altri mondi, comprendere tradizioni e realtà diverse che a seconda delle circostanze potremmo anche guardare come un modello, proprio perché viviamo in una civiltà prettamente consumistica dove i giovani non hanno valori a cui aggrapparsi», spiega Marcello Bertinetti titolare del nuovo angolo di Milano dedicato ai viaggi, alle avventure e alle scoperte del pianeta. Anche per Francesco Resta, responsabile della libreria milanese, sarebbe importante che le scuole, gli oratori, i circoli culturali, il Comune, la Provincia e la Regione si attivassero per distribuire o comunque fare conoscere progetti che partono da culture che non sono le nostre ma che hanno lo scopo di sensibilizzare e restituire ciò che la vita non ha donato a tante persone.
Amata da milioni di spettatori, la Hepburn fu in grado di restituire questo immenso sentimento al suo pubblico. Non si fece mai incantare da Hollywood. La sua bellezza, il suo fascino, la sua bravura, la sua grazie e la sua umanità l’hanno resa unica al mondo. Chi non la ricorda in personaggi come Gigì, Eliza Doolittle o di Holly Golightly la nota protagonista di «Colazione da Tiffany» tratto dal libro di Truman Capote. Oppure «Il sole sorge ancora» e «Sabrina». «La vigna» o «Vacanze romane», girato con Gary Cooper che nel 1954 le fece vincere l’Oscar. Per non parlare del suo lavoro con Fred Astaire dove si dimostra una vera ballerina come in «Cenerentola» girato a Parigi. Amica della scrittrice Colette e Lazar, come di molti altri intellettuali, soggetto preferito del fotografo Richard Avedon, Cecil Beaton e Irving Penn, la dolce Audrey, ancora oggi presente con il suo volto su milioni di gadget per ragazzine, già da giovanissima ha avuto contatti con le Nazioni Unite mentre registrava alla radio Onu un programam per l’Unicef. Così, la storia di questa ragazzina rimane un insegnamento. Abbandonata dal padre a soli sei anni viene seguita dalla nonna Edda Van Heemstra, dal nonno Antony e dalla madre Ella Hepburn Ruston che durante la guerra le fece cambiare il nome in Edda. Da Bruxelles a Londra, il tutto per crearle una carriera. In coro le insegnarono il motto: «Insieme non c’è nulla che non possiamo fare» e che lei adottò in tutte le sue missioni a partire dall’Africa dove quel silenzio le penetrò nell’anima. Mell Ferrer, padre di Sean e Andrea Dotti padre di Andrea sono stati gli uomini della sua vita: due storie che non si sono concluse molto felicemente lasciandole una fame emotiva infinita. Audrey Kathleen era nata il 4 maggio del 1929 ed è morta il 20 gennaio del 1993. La Paisible sul Lago di Ginevra fu la sua ultima dimora. Per informazioni www.audreyhepurn.com.