«Auto di lusso nel mirino del fisco»

L’Unrae: «Allo studio del governo un superbollo “mascherato” da imposta sulle emissioni»

Pierluigi Bonora

da Roma

«Temiamo che il governo stia preparando per gli inizi di luglio un superbollo “mascherato”, una specie di tassa sul lusso sotto forma di balzello ambientale». A lanciare l’allarme è l’Unrae, l’organizzazione che rappresenta le case automobilistiche estere presenti in Italia (80.500 addetti, 43 miliardi di giro d’affari nel 2005 e acquisti di componenti nel nostro Paese per 5,2 miliardi di euro). A spingere il presidente Salvatore Pistola e il segretario generale Gianni Filipponi a muoversi in anticipo su un’eventuale azione di Palazzo Chigi sono le discussioni in corso tra i ministri di Finanze, Trasporti e Ambiente a proposito della possibile introduzione di un provvedimento che punterebbe a rimodulare la fiscalità sull’auto in base alle emissioni, comunque in linea con le indicazioni in arrivo dall’Unione europea. «Quello che ci preoccupa - spiega Pistola - è che al posto di innalzare la gabella in relazione a una scala progressiva in funzione degli scarichi, si voglia in realtà penalizzare le automobili dell’alto di gamma». L’Unrae ricorda anche che in Italia circolano, a tutt’ggi, più di 11 milioni di veicoli tra Euro 0 e Euro 1, quindi fortemente inquinanti, «visto che un’auto classificata Euro 0 - ricorda Filipponi - “sporca” come 20 vetture che rientrano negli attuali parametri Euro 4». Da qui la richiesta di provvedimenti mirati a stimolare il ricambio del parco circolante, «che però - precisa Pistola - non devono essere punitivi». L’introduzione di un nuovo superbollo, seppur limitato a una categoria di veicoli, secondo l’Unrae costerebbe quest’anno al mercato almeno 50mila immatricolazioni in meno con un effetto boomerang per lo Stato: le mancate vendite, infatti, creerebbero al fisco un buco di 210 milioni di Iva. Da parte sua l’associazione dei costruttori di auto estere avanza al governo alcune controproposte, tra le quali il passaggio dall’attuale tassa di proprietà richiesta agli automobilisti a una forma di tassazione sull’uso, «affinché - sottolinea Pistola - il contributo allo Stato sia proporzionale all’impiego effettivo del mezzo e, quindi, delle infrastrutture da parte degli automobilisti, oltre che all’impatto ambientale.
Tra le proposte dell’Unrae figurano, infine, una serie di interventi volti a favorire la crescita del mercato, come l’eliminazione dell’Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) sull’usato, l’applicazione definitiva della legge che non richiede più il notaio per i passaggi di proprietà, nonché l’armonizzazione di misure ecologiche che limitano il traffico nei centri urbani («i minipedaggi, in proposito, sono un danno perché non risolvono il problema alla radice: nelle città non deve contare quante vetture entrano, ma il fatto che non è possibile fermarsi, come accade a New York dove il traffico è sorprendentemente scorrevole»). L’Unrae ha recentemente confermato Pistola alla presidenza, mentre per la prima volta sono entrate nel direttivo le case coreane che operano in Italia.