Le autorimesse ricorrono al Tar Trattative già finite «in garage»

Si sentono discriminati. Quelli che prima erano i più fortunati, ora, a parti invertite sono i più sfortunati. Chi guadagnava ora non incassa più un euro e viceversa. Così Area C è riuscita a ribaltare i destini dei parcheggiatori: quelli dentro la Cerchia e quelli fuori. Discriminati. C’è chi addirittura ha visto calare a picco il fatturato per cinque metri, cinque.
«Quei cinque metri mi stanno rovinando la vita» ripete come un mantra Goffredo Santamaria, titolare della autorimessa in via Aurispa 7. L’inflessibile occhio elettronico, che sta qualche civico più avanti, cinge d’assedio l’ingresso del suo garage. Come lui, ci sono altri titolari di garage nella stessa situazione, ovvero che si trovano sul confine della Cerchia dei Bastioni e che per pochi metri appunto si trovano dentro area a pagamento. La situazione è veramente paradossale: «mi sembra di vivere in un incubo - continua Santamaria - e io rischio il fallimento».
Ma facciamo un passo indietro: da quando è entrata in vigore Area C le autorimesse hanno visto, nel giro di una settimana, disdire tutti gli abbonamenti che avevano, perdendo i propri clienti. Aziende che hanno cancellato tutto di un colpo decine di abbonamenti e posti auto. «Forse in Comune non hanno ancora capito - continua Santamaria - che la gente viene in centro per lavorare, e non si può permettere di spendere 100 euro la settimana per andare al lavoro?»
Le entrate sono crollate tra il 38% e il 70% a seconda dei casi. I 60 titolari delle autorimesse del centro, una sessantina per un totale di 22mila posti auto, si sono quindi messi insieme per fare fronte comune. Per prima cosa hanno preso carta e penna e hanno scritto a Palazzo Marino, poi hanno depositato un ricorso al Tar.
«A Bologna e Firenze i parcheggiatori sono tutelati - spiega Mirko Paletti, tra i promotori del Comitato parcheggi del centro - o meglio che entra in città con l’auto e la parcheggia viene esentato dal pagamento del ticket di ingresso: parcheggiando l’auto non si produce inquinamento, non si produce traffico e si tolgono le auto dalle strade. Comportamenti in linea con la filosofia di Area C, noi a Milano invece veniamo penalizzati». E c’è chi viene paralizzato per cinque metri: «L’assessore D’Alfonso all’inizio aveva promesso che avrebbe cercato di trovare una soluzione alla situazioni più paradossali, poi non è successo più nulla, ma non l’abbiamo più sentito...».
Forse per via di quel ricorso al Tar, promossa appunto dalle 60 autorimesse del centro, che non deve essere piaciuto molto Palazzo Marino. Così le trattative che stava portando avanti l’unione del commercio hanno subito una battuta d’arresto: «Difficile portare avanti un discorso del genere - dicono alcuni - quando c’è di mezzo un ricorso al Tar, è chiaro che diventa molto più difficile portare avanti le nostre istanze».