Un’avventura chiamata famiglia

Matteo Ragni
Architetto e designer, due figli
Non cambierei Milano per nulla al mondo, ma i nonni non sono più quelli di una volta e una famiglia a Milano rischia di sentirsi più sola di un single. Ci siamo trasferiti di fianco al parco Ravizza per poter «pascolare» i bambini senza usare l'auto. Abbiamo affittato una casa in campagna per il weekend mentre prima manco ci pensavo. Per i bambini qui ci sono le ludoteche il parco, ma se si vogliono portar fuori la sera o all'ora dell'aperitivo bisogna diventare habitué di locali dove siano bene accetti. Si è formata perciò una grande solidarietà tra coppie con figli, noi ormai frequentiamo solo quelle. Luoghi adatti? Il nuovo parco nell'area di piazzale Cuoco, gli spazi della Triennale e il parco dei diritti dei bambini all'Isola. Pessima esperienza portando i piccoli al Pac.
Elena Marsi
Giornalista e scrittrice (I divorziati. Storie di affitti, affidi, weekend e soldi, Il Saggiatore), due figli
A Milano ci si divide di più, è incontestabile. La vita familiare è più difficile da gestire per le distanze e la conciliazione dei tempi lavorativi e questo a lungo andare incide sulla serenità del nucleo familiare. Quando una mamma si è svegliata otto volte a notte perché il bebé piange e deve volare al prescuola, al nido e poi correre dall'altra parte della città si addormenta in autobus, è ovvio che alla sera si litiga. In compenso è di grande aiuto la rete della relazioni. Facilissimo trovare ragazze alla pari, c'è grande turn over di tate e tra scuola, giardinetti e condominio una mamma amica la trovi sempre.
Rosanna Schiralli
Psicologa (Le emozioni che fanno crescere, Mondadori), un figlio
Il vero problema è la gestione del tempo perché a Milano si corre troppo. Non è un luogo comune. Prendiamo i piccoli: non hanno alcuna voce in capitolo sulla gestione del tempo. Vengono svegliati e messi davanti alla colazione con la tv accesa perché così mangiano in fretta, perché l'adulto deve farsi la tangenziale o timbrare il cartellino e le distanze a Milano sono enormi. Lo stesso accade per lo spazio: ci sono i grandi parchi ma magari non nel tuo quartiere, i bambini in strada devono urlare per farsi sentire, ai bambini manca del tutto una "mappa" mentale di ciò che li circonda.
Raffaella Regoli
Giornalista (Studio Aperto e Lucignolo, Italia1), un figlio
Sono originaria della Ciociaria e un sacco di volte ho pensato di tornare. Poi però non lo faccio perché Milano è imbattibile quanto a organizzazione e tutto sembra vicino e funzionale. Per un bambino ci sono infinite scelte formative e sportive. Tuttavia è costosa, ha poco verde ed è troppo inquinata. Una tata costa anche mille euro al mese, un nido comunale 450. E i rapporti tra famiglie sono limitati: mio figlio frequenta la steineriana dove i genitori sono in contatto stretto, ma di solito le scuole servono ai milanesi solo come parcheggio.
Vera Slepoj
Psicoterapeuta
La rete delle relazioni è precaria sia in campagna che nelle grandi città. Tuttavia, Milano consente di costruire una tua vera identità e nel contempo come metropoli fa esplodere meno le situazioni familiari negative, tanto è vero che i delitti in famiglia avvengono più nei piccoli centri che nelle grandi città. Certo la città è adatta ai più maturi ed equilibrati, perché si resta soli con se stessi e le proprie responsabilità. La tendenza delle famiglie oggi è comunque a rimanere in città: c'è meno malessere su Milano come realtà e insieme più coscienza di alcuni problemi localizzati. La fuga si limita al weekend.
Luca Doninelli
Scrittore
Milano l'han fatta le famiglie, di imprenditori, di bottegai, come Torino l'han fatta i soldati. Perciò la tradizione familiare qui parte da molto lontano. Costa un sacco di soldi, è difficile farsi amare da lei, sussiste un familismo amorale - «Se mio figlio va male a scuola la colpa è dei professori» - ma il sistema educativo è migliore che altrove e la tradizione solidaristica è molto forte. Peccato che poi chi mette in atto iniziative pro-famiglia venga lasciato spesso solo e rimanga tra le quinte. Invece la città a favore di famiglia dobbiamo costruirla anche noi, non possiamo sempre rimetterci nelle mani degli assessori.
Silvia Colombo
Educatrice e scrittrice (Confessioni di una mamma pericolosa, in uscita per Fazi), due gemelle
Vivevo a Milano già da single. Ma appena ho avuto le bambine la città mi si è rivoltata contro. Spingere un passeggino doppio su un marciapiede di Milano è un incubo, ci ho scritto sopra un capitolo apposta, "Epopea di una carrozzinante". Milano è contro la mobilità delle mamme che perciò si autorecludono in casa. E quando raggiungi un parco, non c'è uno spazio protetto per te e tuo figlio, mentre c'è per i cani. A parte le strutture comunali «Tempo per le famiglie» - poche - non ci sono spazi per conoscere altri genitori. Così me ne sono andata. Ma se l'aria fosse respirabile tornerei, perché la diversificazione di gente e stimoli è straordinaria.