Banche, utili pronti a correre con tassi più caldi

L’inflazione torna a preoccupare l’Europa e gli analisti vedono più probabile un aumento dei tassi a fine anno, a tutto beneficio per i conti delle banche. Qualche giorno fa Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, ha acceso i riflettori sui pericoli di un rialzo dei prezzi. «Vediamo nel breve termine pressioni inflazionistiche principalmente a causa dell’elevato prezzo delle materie prime», ha detto, aggiungendo che «ciò non ha cambiato la nostra analisi secondo la quale l’andamento dell’inflazione rimarrà in linea con la stabilità dei prezzi nel medio periodo». Nell’euro zona l’inflazione è salita in dicembre al 2,2%, appena sopra il limite posto dalla Bce del 2%. Per tenere sotto controllo i prezzi, la Bce potrebbe scegliere di alzare il tasso di sconto fermo all’1% dal maggio 2009. Dopo le parole del governatore alcuni analisti sono corsi a rivedere le stime: «Ora ci aspettiamo un aumento dei tassi già dalla seconda parte del 2011 e non più nel primo semestre 2012», spiega Jürgen Michels, economista di Citigroup.
«Un rialzo di tassi avrebbe implicazioni immediate anche sui conti delle banche e delle assicurazioni che beneficerebbero di un aumento dei rendimenti - osserva Alberto Segafredo, analista di Main First Bank - i margini di interesse salirebbero significativamente così come gli utili». «Tra i big di Piazza Affari Unicredit beneficerebbe molto di più di Intesa SanPaolo», dichiara un analista secondo cui, un aumento di 100 punti base dell’Euribor, per Piazza Cordusio si tradurrebbe in una crescita dell’utile netto di 500 milioni di euro; al contrario, per Intesa Sanpaolo l’incremento sarebbe pari a circa 250 milioni. Il gruppo guidato da Corrado Passera, infatti, ha attivato una serie di coperture che lo mettono al riparo da un calo dei tassi ma, che viceversa, ne limitano i benefici in caso di un loro rialzo. «A Piazza Affari a godere proporzionalmente di più di un aumento dei tassi sarebbero le Popolari - aggiunge Segafredo – perché hanno dei meccanismi di rialzo dei rendimenti dei depositi alla clientela molto lunghi».
«Nel comparto la maggiore beneficiaria sarebbe Banca Popolare di Milano - spiega un’analista - secondo cui un aumento di 100 punti base dell’Euribor porterebbe a maggiori utili per il gruppo pari a 70 milioni di euro». L’istituto guidato da Massimo Ponzellini, infatti, è tra quelli con minore copertura sui tassi e bassa esposizione al carry trade (investimenti in valuta per beneficiare dei differenziali dei tassi di rendimento) che diluiscono gli effetti benefici di un rialzo dell’Euribor. Sempre all’interno delle Popolari, tra le maggiori beneficiarie si mette in evidenza Bper, «per cui un aumento di 100 punti dell’Euribor comporterebbe un incremento del margine di interesse del 7,5% e degli utili del 20%», precisa un analista. A seguire troviamo il Banco Popolare il cui margine di interesse crescerebbe del 4,1% e gli utili dell’13%. Effetti positivi anche per Ubi Banca, con un margine di interesse in aumento del 4,1% e gli utili dell’11%.
Il beneficio minore lo registrerebbe Mediobanca. Piazzetta Cuccia ha un bassissimo livello di depositi, pari a un miliardo raccolti dalla neonata Che Banca!, che in caso di aumento dei tassi dovrebbe incrementare subito il rendimento dei depositi sui conti corrente, unica vera attrazione offerta a nuovi clienti. Oltre ai bancari, a brindare per un rialzo dei tassi sarebbero anche i titoli assicurativi. «Un incremento dell’Euribor, porterebbe con sé significativi aumenti dei rendimenti delle obbligazioni», afferma un operatore. La maggior parte dei portafogli dei gruppi assicurativi è investita in obbligazioni. Generali, ad esempio, su circa 328 miliardi di portafoglio registra investimenti in obbligazioni per 224 miliardi, di cui 121 miliardi in bond governativi, una parte cospicua, 48 miliardi, in Italia. Una simile composizione del portafoglio si registra anche per le altre compagnie italiane, dove l’esposizione in bond del nostro Paese sale significativamente rispetto a Generali. Per Fondiaria Sai il 60% del portafoglio è investito in bond governativi (di questi 80% italiani). Per la Milano Assicurazioni la percentuale scende a 56% mentre per la Vittoria e Unipol il dato cresce sopra l’80%.
«Non è facile stimare i benefici di un aumento dell’Euribor per il comparto assicurativo. Sicuramente ci sarebbe un effetto indiretto sul rendimento dei bond governativi, ma questo soprattutto a livello teorico. Le ultime tensioni sui debiti sovrani, infatti, si sono tradotte in movimenti dei rendimenti delle obbligazioni slegate dalle logiche tipiche del mercato», conclude l’esperto di una banca d’affari.