La Bandabardò in concerto: musica allegra

Jarno Fiore

Proseguono i concerti alla Festa dell'Unità. Sul palco del Mazda Palace stasera salirà la Bandabardò (ore 21, ingresso 10 euro), amata per quella sua aria scanzonata e la sua voglia di divertirsi e di suonare prima di tutto per il piacere di farlo. Questo il contenuto di ogni esibizione live: l'impressione di fare musica come fare una allegra conversazione tra amici, che può passare dai toni leggeri a quelli impegnati, senza risultare banale. Il gruppo si forma a partire dall'incontro tra il chitarrista e cantante di origine franco-lussemburghese Enrico Erriquez Greppi e il chitarrista elettrico Finaz: i due cominciano a pensare al progetto di portare la loro musica nelle piazze per divertirsi e divertire, al ritmo di improvvisate percussioni. Paolino, il percussionista, appunto, li raggiunge poco dopo, seguito a breve distanza dall'Orla, terza chitarra, Nuto, batterista, e Don Bachi, contrabbassista dall'inesauribile energia che dà una marcia in più al già ben assortito gruppo.
E dall'8 marzo 1993 la band, così composta, si impegna a tradurre in termini concreti il suo progetto, in sala prove e poi nelle piazze, ottenendo una risposta positiva ed entusiasta dal pubblico. Dopo una lunga esperienza live, che tocca anche la Francia, per il gruppo inizia la fortunata serie di uscite discografiche: per la Cockney Music esce nel 1996 Il Circo Mangione, seguito da Mojito Football Club (Bmg 2000), Se mi rilasso...Collasso, un inedito (Manifesto, prodotto da Riccardo Senigallia), Bondo! Bondo! e Tre passi avanti, ultimo album uscito nel 2004 per On The Road Music Factory.
Il disco, che include una traccia in francese e una in spagnolo, si presenta come l'ultima prova dell'eclettismo della band, divertita nel saltellare sulla realtà con uno sorriso accattivante e uno scatto inafferrabile, ma anche impegnata nel lasciare al suo passaggio, senza farsi notare, dei messaggi, degli spunti di riflessione appoggiati lì e pronti per essere letti. Nuovamente una sequenza di titoli che richiama lo scherzo, anche se stavolta sembra quello del clown triste (una delle tracce si intitola proprio la fine di Pierrot), che ride ma fa del suo sorriso lo specchio di uno sguardo disincantato sul mondo.