Bankitalia: "Disoccupazione reale sopra l'11%"

La Banca d’Italia lancia l'allarme disoccupazione. E sui consumi: "Nel secondo
trimestre 2010 è proseguito il ristagno dei consumi delle
famiglie, frenati dalla contrazione degli acquisti di beni
durevoli". Poi conferma le stime di crescita: pil all'1%. Sacconi: "Non commento dati esoterici"

Roma - I comportamenti di spesa delle famiglie restano cauti e i "segnali per i mesi estivi non ne delineano un recupero". Nell’ultimo bollettino economico, la Banca d’Italia scrive che "nel secondo trimestre del 2010 è proseguito il ristagno dei consumi delle famiglie, frenati dalla contrazione degli acquisti di beni durevoli (-6,8% sul periodo precedente)". Poi lancia l'allarme sulla disoccupazione: "Quella reale è ben al di sopra dell'11 per cento".

Ristagno dei consumi La Banca d’Italia cita così "le immatricolazioni di auto, al netto della componente stagionale e degli effetti di calendario, che sono cresciute debolmente nel terzo trimestre (dopo la caduta nella prima metà dell’anno), collocandosi su livelli inferiori a quelli dell’inizio del 2009". Il clima di fiducia delle imprese del commercio, spiega Via Nazionale, è peggiorato durante l’estate. Secondo l’indicatore calcolato dall’Istat, il volume delle vendite al dettaglio ha ristagnato nei tre mesi terminanti in luglio. "Segnali più positivi - nota l'istituto di via Nazionale - provengono dall’indice del clima di fiducia dei consumatori che nell’estate ha interrotto il calo in atto dall’inizio del 2010, segnando un parziale recupero in settembre".

Mercato del lavoro incerto "Le prospettive sul mercato del lavoro restano incerte in Italia seppure nel secondo trimestre è proseguito il lento recupero dell’occupazione". Secondo l'istituto di via Nazionale, "dopo essere migliorate per circa un anno, le aspettative occupazionali rilevate dall’indagine Isae presso le imprese manifatturiere sono rimaste, tuttavia, sostanzialmente invariate nel corso dell’estate". L’indagine condotta in settembre dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore segnala poi che "le attese a breve termine delle imprese sull’occupazione sono meno pessimiste rispetto all’inchiesta di giugno: il saldo tra le aziende che prevedono un miglioramento nel trimestre successivo e quelle che anticipano un peggioramento è rimasto negativo pur riducendosi fortemente (-3,7 punti percentuali; -11,9 in giugno)". La Banca d’Italia ricorda che "nel secondo trimestre del 2010 è proseguita la debole ripresa dell’occupazione (0,1 per cento sul periodo precedente, al netto dei fattori stagionali) avviatasi nei primi mesi dell’anno. Il numero degli occupati è superiore di 40mila persone rispetto alla fine del 2009, a fronte di un calo di 560mila unità registrato tra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009".

Confermate le stime sull'Italia Gli operatori professionali censiti in settembre da Consensus Economics si attendono una crescita del prodotto pari all’1 per cento nella media del 2010. Secondo Banca d’Italia, le stime sono "in linea con la previsione pubblicata nel Bollettino economico dello scorso luglio e con quelle diffuse di recente dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale". La produzione industriale, sulla base dei dati Istat fino ad agosto e di "nostre stime per settembre, ha mantenuto nel terzo trimestre la dinamica ascendente avviata nella primavera del 2009". Per la Banca d’Italia "le inchieste presso le imprese manifatturiere delineano una continuazione della ripresa ciclica nei prossimi mesi, sebbene su ritmi più modesti".

Sacconi: non commento dati esoterici Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a chi gli chiedeva un giudizio sull’ultimo bollettino della Banca d’Italia in cui la disoccupazione reale viene stimata all’11% risponde in questo modo: "Non commento dati esoterici, commento solo dati che vengono da fonti come Eurostat".

Il Tesoro: entrate tributarie, dato ansiogeno "Il commento sull'andamento delle entrate tributarie dei primi tre trimestri 2010 pubblicato a pagina 43 del Bollettino economico della Banca d'Italia ha toni inutilmente ansiogeni". E' quanto afferma, in una nota, il ministero dell'Economia, aggiungendo che "il presunto 'crollo' delle entrate tributarie è esclusivamente dovuto al venir meno quest'anno di entrate una tantum registrate nel 2009". "Le entrate - conclude la nota - sono perfettamente in linea con le previsioni, come già segnalato dal Dipartimento delle Finanze".