Bar e farmacie: arriva lo "spazio poppata" Consigli alimentari e angolo per neonati

Si potrà allattare o cambiare il bebè senza dare nell’occhio. Mini-corso
di formazione alla Asl
per chi decide
di ospitare le puerpere. Una
panetteria di via Imbonati sarà la prima a partire

Supermercati, negozi, bar e una ventina di farmacie. Eccoli i nuovi «pit stop» per i neonati di Milano. Veri e propri punti di «rifornimento», dove le mamme potranno allattare in tutta tranquillità senza dover per forza tornare a casa.
Da settembre cominceranno a sorgere i primi punti-pappa: angoli riservati, con tanto di fasciatoio, dove dar da mangiare ai bimbi e dove poterli cambiare senza doversi arrangiare per strada, appoggiate a qualche panchina, sul sedile dell’auto o nei bagni dei bar. Il progetto porta la firma dell’Asl, che provvederà anche a organizzare dei mini corsi di formazione per i negozi e le farmacie che accetteranno di ospitare l’angolino dei bebè. L’iniziativa ha già riscosso un notevole successo a Verona, la prima città in cui è stata realizzata.
A fare da apripista a Milano sarà un bar panetteria in via Imbonati, gestito per l’appunto da una mamma: «Aprirò il negozio a settembre - spiega Melania Panighetti, mamma del piccolo Leonardo, 9 mesi - e il mio primo pensiero è stato per le mie “colleghe” mamme. Con il giusto sostegno, sono convinta che quasi tutte potrebbero allattare, senza ricorrere subito al latte artificiale». A Milano infatti, nei primi giorni di vita del bimbo, il 90 per cento delle mamme allatta. Ma la percentuale scende al 52 per cento già dopo i primi tre mesi e precipita al 32 per cento dopo cinque mesi. Tante mamme, dovendo dar da mangiare al piccolo all’incirca ogni quattro ore, rinunciano all’allattamento al seno per comodità, per una questione pratica.
«Per di più - fanno notare alcune mamme - quando diamo da mangiare al bimbo per strada, sentiamo addosso gli occhi della gente, come se il nostro gesto fosse indecoroso. Ma spesso non abbiamo scelta». Basta un angolino riservato con una sedia per rivoluzionare le abitudini. I pit stop saranno anche il luogo dove trovare materiale informativo sull’allattamento e sulla maternità, assieme a tutti gli opuscoli sulle iniziative dell’Asl a favore di mamme e bambini.
«L’idea - spiega Maria Enrica Bettinelli, pediatra e neonatologa Asl - è quella di sostenere le mamme in più luoghi, non solo nei consultori. E soprattutto ci preme che le informazioni sull’alimentazione dei bambini non siano esclusivamente a carattere commerciale. Vogliamo proteggere in qualche modo le mamme dal marketing dell’allattamento e degli alimenti industriali per i bambini». I punti di allattamento saranno, per così dire, dei luoghi neutri. Ci preme affrontare questo tema anche in vista di Expo, che articolerà il tema dell’alimentazione».
L’iniziativa potrà rivelarsi utile per un folto popolo di bebè: 11.800 quelli di Milano e 14mila quelli sul territorio dell’Asl Milano. Le prime «cavie» del progetto saranno 20 farmacie. E, strada facendo, ci si aspetta che aderiscano all’iniziativa anche ristoranti, supermarket e negozi di ogni tipo, in modo tale da rendere il più uniforme possibile la presenza degli angolini allattamento nelle varie zone della città. Anche perché, strano a dirsi, si è scoperto che si allatta più in certe zone che in altre: ad esempio, Città studi conta più bebè che mangiano direttamente dal seno della mamma rispetto a Quarto Oggiaro.
I baby pit stop non sono l’unica iniziativa che l’Asl ha pensato per i bimbi. L’azienda sanitaria sta infatti collaborando con l’Unicef, con cui sta per firmare un protocollo d’intesa, per altri progetti sull’infanzia.